La divina
passeggiata
Andando avanti in questa mia profonda e
lunga introduzione, ricordo che la base di questa straordinaria storia
racchiusa in questo testo è esplosa durante una bellissima giornata di
Gennaio 2005, quando per mia abitudine ero immerso nella mia abituale
passeggiata mattutina che mi da la gioia di iniziare la giornata con mente e
“ricordi” lucidi, per poi terminarla con l’ultima passeggiata quotidiana che
mi permette di chiudere la giornata con una profonda presa di coscienza.
Ritornando alla passeggiata mattutina, ero
immerso nei miei ricordi quando incontrai un uomo con occhi verdissimi che
passeggiava fischiettando, si fermò, mi guardò e sorridendo mi chiese se
potevamo passeggiare insieme. Io, malgrado la mia abitudine di starmene solo
con gli angeli e i mie ricordi, acconsenti e iniziammo a camminare. In lui
vi era una grande saggezza e mentre camminavamo mi parlò del mondo, degli
uomini, delle religioni, di principi e imperatori e infine di noi due, si,
mi raccontò la sua vita e la vita della sua famiglia e in particolare di
quella di suo fratello Daniele che oggi vivrebbe unificata con quella mia di
Francesco Boemi.
Dopo un momento indescrivibile e impossibile
da quantificare come tempo, la sua saggia voce divenne ancora padrona del
tempo e mi disse:
“Francesco, due sono le cose più grandi che
tu possa fare” Io lo guardai e
gli dissi: Dimmi quali sono e cercherò di farle.
“La prima e donare al mondo che ti circonda
la mia e la tua storia. Mentre la seconda è amare e lasciarti amare.”
Spontanea è stata la mia domanda: Che cosa centro io
con la tua storia?
Così mi rispose il misterioso personaggio:
“Mio amato Francesco, questo, è il Tempo della
“purificazione karmica Universale” e d’ora innanzi tu sarai ricordato come
il “Trascrittore” centrale di molteplici Miei insegnamenti che porteranno un
cambiamento profondo nella visione dei vari problemi della vita e le
innovazioni più ardite e più feconde mai pensate da ogni Ministro esistente
nella mia Chiesa. Francesco, attraverso la tua semplicità e il tuo immenso
coraggio di Spirito, le tenebre del passato, si purificano e illuminano ogni
uomo che è sceso per vivere intorno a te.”
Chi sei? - Immediata è stata la sua
risposta: “Guarda i miei occhi e sappi che tu sei una delle sette persone
estratte dalle 144.000 da Me Unti che in mezzo ai sei miliardi di persone
esistenti al mondo, puoi entrare dentro i miei occhi e riceve da solo la
risposta.
Cercai di guardare quei suoi misteriosi e
bellissimi occhi verdi e l’unica cosa che provavo era quella di sprofondare
nel nulla. Lui, capii il mio momento e dopo avermi sorriso mi disse:
Allora, dimmi chi sono Francesco oppure devo
chiamarti Daniele?”
In una frazione di secondi, il nome di
Daniele da lui pronunciato, aprì una porta nella mia mente che mi portò a
dire con assoluta certezza queste parole: “Tu sei
Emmanuel,
il mio amato fratello,
colui che il mondo conosce con il nome di
Gesù il Cristo, il mio Salvatore, il
mio Signore, il mio che mi ha assistito nel momento della mia malattia!”
Lui, mi guardò e con
un sorriso che veniva accompagnato dallo splendore dei suoi occhi bagnati di
gioia mi disse:
“Buongiorno
Francesco, si, il mio nome è Emmanuele in arte Gesù il Cristo e ora ti
racconterò la mia e “tua” storia e donerò a te la libertà di attingere ha
tutti i documenti custoditi all’interno della “Grande Biblioteca Universale”
e donarla al mondo intero ma, qualunque sia la tua decisione ti prego di
essere solamente te stesso e di ricordati di amare e lasciarti amare fino al
termine della tua prova terrena.”
Che cosa ne devo fare di questa storia, a chi la devo
trasmettere?
“La racchiuderai in un testo che sarà chiamato il
Vangelo secondo Mikado e lo scriverai senza timore di persecuzioni e adesso
vai che ti aspetta la vita!”
Emmanuele, ho paura di screditare il tuo
Nome, insegnamento e Verità.
“Francesco, da questo momento in poi, al
fine di entrare dentro la mia storia, mi chiamerai Gesù.
Francesco, fratello mio, non puoi
screditare la Verità. La Verità è Verità. Non può essere provata, lei vive
nel pieno e nel vuoto, nel tutto e nel niente, nella confusione e ne
silenzio più assoluto, lei semplicemente è il Padre che ci parla è il Dio
Universale che tenta di comunicare e aiutare i suoi dispersi figli nella
confusione.
Per quanto riguarda il Mio Nome e
insegnamento è cibo per l’anima affamata, prendilo e fallo mangiare a tutti.
Il mondo ha sete di questa gioia e tu la donerai con semplicità, senza
limiti e misure. Vai fratello mio, o meglio: vai Mikado Francesco.”