- Il Papa che riscrisse la Bibbia
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Alessandro qual è la sua storia?
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La Bibbia Vulgata, come detto
precedentemente, apparve in forma stampata nel 1456, prima del mio papato,
come il primo libro mai uscito fuori dalla stampa tipografica.
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Mikado, Ora ti racconto la storia del Papa che riscrisse la Sacra Bibbia. Il
suo nome era Felice Peretti in arte Papa Sisto V (1585-1590) e storicamente
ricordato con il sopranome di “Il Turbine Consacrato”.
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Alessandro, come mai questo sopranome?
- Lui,
fece in cinque anni di papato un lavoro che a me personalmente ne avrebbe
richiesto settanta.
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Sappi, che per terminare la cupola di San Pietro, obbligò squadre di uomini
a lavorare giorno e notte. Costruì l’immensa libreria Vaticana. Fece
spostare l’obelisco, da migliaia di uomini e muli fino a metterlo
all’attuale posizione che tuttora è nella piazza di S.Pietro. Fece erigere
un acquedotto che portasse l’acqua fino al centro di Roma.
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Malgrado viveva la consapevolezza che il suo
papato aveva breve durata, c’era viva in lui, una straordinaria energia
Cristica che lo portava ad andare “oltre” ogni evento.
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I suoi duri confronti
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Egli affermò il suo potere temporale su
principi e re. Quando Roberto Bellarmino, uno dei più strenui difensori del
Papato dall’epoca di Tommaso d’Aquino, suggerì nel suo libro “Controversie”
che il Papa aveva solo una giurisdizione indiretta sui reggenti del mondo
temporale, Sisto lo censurò spietatamente. Egli, dichiarò che poteva per
qualsiasi motivo nominare o licenziare chiunque, compresi re e imperatori.
Sisto si comportò molto male con il teologo Vittorio per aver osato dire che
era giusto disobbedire ad ingiusti ordini di un Papa, ma soprattutto con il
gesuita Bellarmino, che aveva cooperato con lui nell’edizione dell’opera
completa di Sant’Ambrogio, nel corso della quale il Papa aveva ogni volta
stravolto il suo giudizio.
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Il suo rapporto con la Sacra Bibbia
- Papa
Sisto V, tenne lo stesso atteggiamento verso la Bibbia ed i risultati
furono purtroppo drammatici.
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Sappiamo che la versione latina della
Bibbia, la Vulgata, era opera meritevole di San Gerolamo a tal punto che il
Concilio di Trento (1546) aveva stabilito che la “Vulgata” era l’unica
versione autentica della Bibbia e solo essa doveva essere usata nelle
letture. Purtroppo il lavoro di riporto dei copisti aveva prodotto molti
errori e la stampa moltiplicò il numero degli sbagli. Con la Riforma i
Protestanti produssero la loro personale versione della Bibbia e diventava
imperativo che anche i cattolici potessero fruire di un testo affidabile
della Vulgata.
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Dopo tre anni di pontificato, nel 1588,
venne presentato a Papa Sisto V il testo finale. Secondo il pontefice c’era
troppo lavoro di ricerca, troppe variabili interpretative. Il Papa scacciò
il capo della Commissione, il cardinal Carafa, fuori dalla stanza urlando
che avrebbe provveduto lui personalmente a sistemare tutta la Bibbia e in
una Bolla di 300 parole dichiarò che lui, il Papa, era l’unico soggetto in
grado di produrre una “autentica Bibbia” per la Chiesa.
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Lavorando giorno e notte, operando su di un
testo popolare e provvedendo ad aggiunte personali dove gli sembrava fosse
opportuno, completò l’opera in circa due anni. Cambiò radicalmente il
sistema di riferimenti. Cambiò i capitoli, che erano stati strutturati
abilmente da Roberto Stefano nel 1555 ed erano universalmente adottati.
Dimenticò addirittura interi versi e cambiò i titoli dei Salmi. Tutte le
vecchie Bibbie e tutti i testi scolastici divennero di colpo non idonei
all’insegnamento. Nel 1590 gli furono presentate le prime copie “in folio”.
“Splendido” disse il Papa, finché non si accorse delle centinaia di errori
di stampa. Per non perdere tempo provvide personalmente alla correzione
delle bozze passandole dopo sette mesi alla stampa, mentre la sua Bolla
“Aeternus ille” era già pronta da tempo e recitava: “Nella pienezza del
potere Apostolico, Noi dichiariamo e decretiamo che questa edizione---
approvata per l’autorità conferitaCi da Dio, deve essere ricevuta e tenuta
come vera, legittima, autentica, ed inquestionabile in tutte le discussioni,
letture, preghiere e spiegazioni pubbliche e private”. A nessuno era
permesso cambiare di una virgola questa finale ed autentica versione della
Bibbia latina. Chiunque contravvenisse alla Bolla Papale doveva ritenersi
automaticamente scomunicato e solo il Papa poteva assolverlo. Erano previste
anche punizioni materiali e temporali.
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Verso la metà di aprile furono distribuite
copie a cardinali ed ambasciatori. Quattro mesi dopo, Papa Sisto V morì e
oggi è sepolto alla Basicila di S. Maria Maggiore a Roma.