- Biografia di Giacomo il Minore,
Filippo, Bartolomeo
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7. Giacomo il Minore
- Nel Nuovo Testamento sono nominati due “Giacomo”:
l’uno, figlio di Alfeo e l’altro denominato “fratello del Signore” (Mt
13,55; Mc 6,3). In ambiente orientale si ritenne che Giacomo “fratello del
Signore”, e Giacomo figlio di Alfeo, l’apostolo, fossero due persone
distinte. La distinzione, forse introdotta, fra il II e il III secolo, dagli
scritti clementini, fu poi seguita da Eusebio (Hist. Eccl. I, 12), da
Giovanni Crisostomo e, fra i latini, da Girolamo nei suoi ultimi scritti.
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I Padri greci sostennero invece l’identità
dei due Giacomo. (Ireneo, Clemente Didimo, Atanasio, Cirillo, Teodoro,
Teodoreto di Ciro). In Occidente si ammise quasi all’unanimità che fossero
la stessa persona.
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Altri nomi:
Giacomo il Minore, Giacomo di Alfeo, Giacomo il Sadochita, Giacomo il Giusto
e Giacomo il Camaleonte;
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Paternità:
Alfeo.
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Maternità:
Maria, sorella di Maria Vergine.
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Nascita:
Betsaida.
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Attività:
Artigiano tessile;
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Coniugato:
Si;
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Figli:
Alfeo, Miriam.
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Parentele:
Fratellastro di Tommaso e di Simone. Cugino di Gesù;
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Missioni:
ha scritto una epistola canonica e l’apocrifo Proto Vangelo;
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Decesso:
Fu il primo vescovo della Chiesa di Gerusalemme, che governò per 30 anni.
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Viene martirizzato intorno all’anno 62 sotto
la chiesa di Gerusalemme, dal sommo sacerdote Hanan II, che approfittò
dell’intervallo fra la morte del procuratore romano Festo e l’arrivo del
successore Albino per processarlo e farlo gettare dal pinnacolo del tempio
per poi finirlo a sassate, così come viene raccontato da Giuseppe Flavio,
vittima del fanatismo giudaico. Capitò che alcuni dei seguaci delle varie
sette, prendendo spunto dal vangelo di Giacomo (10-7), gli chiesero chi
fosse la porta delle pecore e siccome Giacomo rispose che era il Signore,
molti credettero in Gesù. Gli Scribi e i Farisei, preoccupati di
questa sua affermazione, si riunirono e chiesero a Giacomo di ritrattare ciò
che aveva detto gridandolo forte dal pinnacolo del Tempio. Quando fu sul
pinnacolo egli gridò a gran voce:
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“Perché m’interrogate sul Figlio dell’uomo
che siede in cielo alla destra della grande Potenza e tornerà sulle nubi del
cielo.?”
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Gli Scribi e i Farisei, contrariati da
quanto aveva detto Giacomo, salirono sul pinnacolo e lo gettarono giù.
Giacomo non morì dopo la caduta e così iniziarono a lapidarlo. Giacomo si
rigirò e in ginocchio pregò per i suoi carnefici. Frattanto uno dei
presenti, che di mestiere era lavandaio, afferrato uno di quei bastoni con
cui si battono i panni, lo vibrò sul capo di Giacomo e così lo martirizzò. I
fedeli lo seppellirono in un luogo vicino al Tempio, dove ancora una lapide
lo ricorda.
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Questa versione della morte di Giacomo il
Minore, che è quella riconosciuta formalmente dalla Chiesa, non doveva
essere ancora conosciuta nel IV secolo quando Epifanio lo fece morire di
vecchiaia:
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“Giacomo il Minore era un asceta. Si
asteneva dal lavarsi e non si tagliava mai i capelli né la barba. A forza di
pregare, la pelle dei ginocchi gli era diventata dura come quella dei
cammelli.”
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8. Filippo
- Dei quattro vangeli canonici, soltanto quello di
Giovanni ci dà informazioni sulla sua vita: - 1,43-51: discepolo del
Battista, fu tra i primi ad essere chiamato da Gesù, al quale presentò
Natanaele-Bartolomeo. Gesù si rivolge a lui per la prima moltiplicazione dei
pani e alcuni pagani si rivolgono a lui per essere presentati a Gesù; -
14,7-12: dopo l’ultima cena, nel discorso di addio, chiede a Gesù di
mostrare il Padre agli apostoli. Da At 2,1 risulta che è tra coloro che
ricevono lo Spirito Santo nel giorno di Pentecoste.
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Paternità:
Tolomeo.
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Nascita:
Betsaida.
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Attività:
Insegnante di filosofia.
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Coniugato:
Si;
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Figli:
Zerah, Marta, Maria.
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Parentele:
Fratello di Bartolomeo.
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Missioni:
Evangelizzò la Frigia dopo avere predicato in Scizia e Lidia. Tutti sono
concordi nel porre in Grecia, a Gerapoli (oggi Pamùkkale), in Frigia, la sua
ultima dimora insieme a due delle tre figlie. Una conferma di ciò è data da
Polìcrate, vescovo di Efeso nella 2a
metà del II secolo, in una sua lettera a papa Vittore. Con lui concordano
Teodoreto di Ciro, Niceforo, Girolamo. Papia, vescovo di Gerapoli, conobbe
le figlie di Filippo e da esse apprese (secondo Eusebio) che un morto era
stato risuscitato da lui. Su questa notizia concordano Niceforo e Clemente
di Alessandria.
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Decesso:
Contrariamente a ciò che afferma Clemente di Alessandria, ossia che
Matteo, Tommaso e Filippo morirono di morte naturale, la maggior
parte dei documenti antichi all’interno della “Grande Biblioteca
Universale”, attestano che Filippo fu martirizzato a Gerapoli sotto
Domiziano, inchiodato ad un albero crocifisso a testa in giù e lapidato,
all’età di circa 87 anni.
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9. Bartolomeo
- Riguardo a questo apostolo va rilevata una
singolarità: il suo nome ricorre nei Sinottici (Mt 10,3; Mc 3,18; Lc 6,14)
associato a Filippo, e in At 1,13, mentre nel Vangelo di Giovanni troviamo,
come amico di Filippo, Natanaele (chiamato da Gesù dopo Andrea,
Simone-Pietro e Filippo), mentre non vi compare il nome Bartolomeo.
Probabilmente Bartolomeo è da identificare con Natanaele: si tratterebbe
della stessa persona con due nomi, come accadeva frequentemente in quei
tempi: Natanaele era il nome personale e Bartolomeo il “cognome”.
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Gesù ha per lui un’espressione di elogio (Gv
1,47) e gli si rivela come conoscitore dei suoi pensieri. Bartolomeo
risponde con una dichiarazione di riconoscimento della figliolanza di Dio e
della regalità di Gesù (Gv 1,49).
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Altri nomi:
Bartolmay e come detto sopra Natanaele.
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Paternità:
Tolomeo.
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Nascita:
Cana in Galilea.
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Attività:
Rabbino; Coniugato: No.
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Parentele:
Fratello di Filippo.
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Missioni:
Secondo la tradizione, il suo apostolato fu molto attivo in quanto gli sono
attribuiti lunghi viaggi missionari, ma nulla di preciso e documentato è a
nostra disposizione: - Eusebio di Cesarea afferma che Panteno, del
Didaskaleion di Alessandria, trovò in India il Vangelo di Matteo in aramaico,
dove sarebbe stato portato da questo apostolo.
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Lo Pseudo-Crisostomo racconta che
Bartolomeo convertì gli Licaonicesi; altri di una sua missione in Asia
Minore, da dove si sarebbe spostato in Mesopotamia e Partia; giunto in
Armenia, dopo avere convertito il fratello del re ed esorcizzato sua figlia,
sarebbe stato martirizzato per ordine del successore re Astiage.
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Scritti apocrifi:
L’Apocalisse di Bartolomeo, le Interrogazioni e il Vangelo di Bartolomeo.
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Decesso:
A causa delle numerose rappresentazioni artistiche di questo apostolo,
diverse sono le tradizioni sul tipo di supplizio: crocifissione,
decapitazione, scuoiamento.
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