Biografia di Tommaso e Matteo
 
10. Tommaso detto “Didimo”, cioè “gemello”.
Ci dà particolari della sua vita soltanto il Vangelo di Giovanni, che lo presenta come un uomo ricco di slancio, attaccamento a Gesù e senso pratico:- Gv 11,16: episodio della morte di Lazzaro; Gv 14,5: interroga Gesù circa la via per arrivare al luogo in cui Gesù stesso sta per recarsi, ossia il Padre; Gv 20,24 sgg.: non crede all’apparizione di Gesù risorto; Gv 20,26-29: professa la propria fede in Gesù “Signore e Dio” quando egli riappare otto giorni dopo Gv 21: è tra gli apostoli che stanno pescando quando Gesù appare sul lago di Genezareth.
Altri nomi: Didimo (il gemello), Giuda il Gemello, Giuda il Cananeo;
Paternità: Giuseppe.
Nascita: Betlemme piccola.
Attività: costruttore edile, architetto.
Coniugato: Si. Durante un suo viaggio in Giappone, si sposò con l’imperatrice Jungo-Konò; 
Figli: Misero al mondo il futuro Imperatore Mikado Ojin-tennò, chiamato il Figlio della guerra e padre di Mikado Nintoku-tennò.
Parentele: Fratello di Giacomo il Minore e di Simone. Fratellastro di Gesù.
Missioni: Visse il martirio in India, trafitto da una lancia. Conformi a questa tradizione sono alcune notizie fornite da Marco Polo e dal poeta portoghese Camoens. Nei pressi della città indiana di Madràs esiste una località denominata “San Tommaso di Mailapur”, in cui si trova una croce con un’iscrizione del VII secolo in antico persiano, che indica il luogo del suo martirio.
Scritti apocrifi: Apocalisse di Tommaso, Atti di Tommaso, Il Vangelo sull’infanzia di Gesù.
Decesso: in India, ucciso a pugnalate su ordine di un certo re Mazdai o re Gondafer-Gondoforo.
Reliquie: Secondo alcune fonti antiche (Efrem, “Cronaca di Edessa”; Egeria; gli storici Socrate, Rufino, Sozomeno) le sue reliquie furono traslate dall’India a Edessa in Mesopotamia. Conforme è il “Martirologio” di Gerolamo.
 
11. Matteo
È denominato Matteo in Mt 9,9-13, Levi in Mc 2,14-17 e Lc 5,27-32. L’identità di Matteo con Levi è fuori discussione. Nello stesso testo di Matteo 9,9-13 si dice che esercitava a Cafarnao la professione di pubblicano, ossia di esattore delle imposte. In quanto tale era considerato un peccatore, sia  perché maneggiava denaro di pagani (i Romani occupanti) e quindi impuro, sia perché i pubblicani esercitavano la loro attività in modo esoso, con cupidigia e vessazioni.
 
Altri nomi: Levi;
Paternità: Alfeo secondo;
Nascita: Cafarnao;
Attività: pubblicano, esattore fiscale, letterato e superiore di Giuda Iscariota;
Coniugato: Si;
Figli: Leo.
Parentele: Cugino di secondo grado materno con Giuda Iscariota.
Missioni: Secondo Eusebio di Cesarea, Origene, Papia e Ireneo, Matteo-Levi compose un Vangelo nella lingua parlata dagli ebrei del tempo. Eusebio scrive: “-Matteo infatti, che predicò dapprima agli ebrei, donò ad essi il suo Vangelo, composto nell’idioma patrio, quando fu in procinto di recarsi in altri paesi, e con esso supplì alla sua presenza personale presso coloro che lasciava.”  Il Vangelo originale andò perduto e successivamente ritrovato per essere misteriosamente tradotto in greco da ignoto;
Decesso: Lo gnostico Eracleone (la cui affermazione è riportata senza contestazioni da Clemente Alessandrino) dichiarò che Matteo morì di morte naturale; molti invece, pur non concordando sul genere di supplizio, ritengono che sia stato martirizzato. A tale proposito esistono diverse “passioni” apocrife: una di queste (Legenda Aurea) sostiene che Matteo sia stato fatto uccidere dal re di Etiopia Hirtaco mentre celebrava l’eucaristia.
Secondo il Martirologio Romano, evangelizzò l’Etiopia e vi subì il martirio.
 

 

                
      Torna Indietro          Indice