Cristo Gesù, gli Apostoli e l’esperienza del malocchio involontario
 
 Questa mia esperienza è iniziata in una splendida giornata di Maggio del 2005, mentre stavo pensando agli attacchi notturni contro un gruppo di diavoli, ho pensato di andare in uno dei miei posti segreti al fine di purificarmi e caricare la mia scintilla interiore. Prendo la decisione di svelare uno dei più divini luoghi a ma cari per il semplice fatto che questa Chiesa che si trova dopo Tivoli e Caprinica era tanto cara a Papa Giovanni Paolo II, il suo luogo segreto di meditazione: la Chiesa della Mentorella.
Pensai di fermarmi a Gerano, li dove abita il mio caro fratello in spirito Mario Bigonzetti, incarnazione di Mario Civilis il Centurione che secondo i Vangeli chiese la guarigione del suo servo*,  ma non lo trovai e così andai in silenzio guardando il monte della Mentorella sommerso da nuvole nere.
Decisi che forse non era il caso di andare fino a lassù con quel tempo e così presi la decisione di andare fino a Caprinica e dire una preghiera al Palo della Pace piantato da me, Mario Bigonzetti e Carlo Brizzi. Arrivato davanti al “Palo”, senti un forte bisogno di andare avanti con la macchina e di non preoccuparmi del brutto tempo che si era messo. La mia destinazione era la tanto amata Chiesa della Mentorella, da Papa Giovanni Paolo II. 
 
 
* Mario Civilis, chiese la guarigione Flavius, suo figlio adottivo e figlio di sua nipote, morta all’età di quindici anni e prima di lei anche il padre, Livio, morì in battaglia. Flavius, aveva una malattia incurabile che causava una febbre altissima e attacchi incontrollabili di epilessia. I medici gli avevano dato tre giorni di vita e con una fede rara, Mario si avviò verso Cristo Gesù e gli chiese di guarirlo senza entrare nella sua casa, perché secondo lui era indegna di ospitarlo.
 
All’improvviso l’interno della macchina si riempi di un profuma di rose e vedere la bellissima figura di Cristo Gesù in camicia a quadretti sopra un paio di jens consumati sul sedile accanto a me è stato un attimo che terminò con la sua voce: “Tranquillo Francesco, ti voglio fare compagnia fino alla casa del Padre e nel frattempo voglio ricordarti quando insieme a Pietro, Giovanni e Mario Civilis il Centurione, abbiamo fatto un malocchio involontario” – Diretta è stata la mia risposta: “Ma come un malocchio. Tu, mio Cristo Gesù che fai un malocchio?” E’ dimmi, che cosa significa involontariamente.
 
Cristo Gesù, mi guarda sorridente e mi dice: “Francesco, fratello mio, porta pace nel tuo spirito e al fine di comprendere al meglio ogni guarigione Taumaturgica, ascolta senza stupirti di quello che ti dico.
Ancora non era iniziata ufficialmente la mia missione ufficiale e tu eri ancora accanto a noi nelle vesti di Daniele.
 
Cristo Gesù inchina il suo capo e dopo profondi secondi di riflessione riprende il suo racconto:
 
Con noi cerano Giovanni, Giacomo, Ruth, Salomè, Maria, Pietro e Mario Civilis il Centurione. Era una bellissima giornata e arrivammo ai piedi di un piccolo monte, in cima al quale si sentiva un tintinnio di sonagli di capre che proprio lì pascolavano. Ricordo, che sia Pietro che Giovanni avevano molta fame, Pietro mi disse: “Rabbi noi abbiamo fame, saliamo su in cima dal pecoraio e se non troveremo del formaggio, troveremo almeno un bicchiere di latte”; ma io gli risposi: “Pietro è troppo lontano e anche se mi sta venendo appetito ci passerà la fame dopo tanta fatica per arrivare li”. Dopo tanto insistere ci incamminammo tutti e arrivammo in cima dove trovammo un bellissimo ragazzo di nome Crispino che mungeva le capre. Di fronte alla loro insistente richiesta ricevemmo un bicchiere di latte caldo appena munto.
Francesco, ti ricordi che vi avevo  insegnato a non guardare mai fisso una persona. – Guardai Cristo Gesù e gli dissi: Lo ricordo Cristo Gesù eccome se lo ricordo.- Cristo Gesù mi sorrise e continuò il suo racconto:  “Mentre eravate tutti presi a soddisfare il vostro appetito, mi accorsi che Pietro, Giovanni e Salomè erano abbagliati dalla bellezza del giovane Crispino. Crispino imbarazzato si rivolse a loro con questa supplica: “Vi prego, non guardatemi così perché mi prendete d’occhio.”
 
Francesco, ti ricordi chi rispose a Crispino e che cosa gli disse?
Si Cristo Gesù, ora i ricordi sono chiari. A Crespini rispose Salomè e gli disse queste parole: “Crispino, sei troppo bello e non possiamo non guardarti però non avere paura, noi non abbiamo gli occhi storti*.”
 
Bravo Francesco o devo dire bravo Daniele?
Cristo Gesù mi sorrise e io lo feci insieme a lui e dopo riprese subito a parlare: “Dopo che ci siamo riposati ci incamminammo per la via di ritorno e mentre scendevamo a un certo punto sentimmo le grida di Crispino che si lamentava per il forte mal di testa.
  
*E’ bene venire a conoscenza che per la storia che si tramanda da generazioni, si è sempre creduto che il malocchio fosse causato da persone strabiche.
Per la storia, il bellissimo pecoraio è diventano successivamente S. Crispino.
 
Pietro, si rivolse a me e mi disse: “Rabbi senti le grida, l’abbiamo preso d’occhio, pur non avendo gli occhi storti; ora devi ritornare indietro per sanargli la testa, altrimenti dopo un paio di giorni, il giovane pastore muore.”
 
Guardai con pazienza Pietro e ritornammo tutti indietro e trovammo Crispino accasciato a terra per il forte mal di testa, mi avvicinai a lui e accarezzandogli la testa gli dissi:
 
“Nel nome di Dio; oh! Crispino, quelli che ti hanno fatto il malocchio siamo qui; è il Signore, Pietro, Giovanni, Daniele, Salomè e Mario, Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.”
 
Dopo aver ripetuto per tre volte questa divina preghiera o Virtù lo benedì col segno di croce e ci incamminammo per la discesa.
Ad un certo punto sentimmo un suono allegro di flauto;
 
Crispino era guarito!
 
 Breve riflessione sulla Virtù di Guarigione Taumaturgica
La Virtù di togliere il malocchio è insita nel mio Spirito fin dalla nascita e con lei si sono risvegliate durante il mio tormentato percorso di Guaritore di Campagna Taumaturgico* altre numerose Virtù di Guarigione Taumaturgica o miracolose che non scrivo in questa sede per timore o vergogna di immensa Grazia datomi da Cristo Gesù come segno della nostra immortale fratellanza.
 
Vi metto a conoscenza che molteplici sono stati gli atti di Amore con la “A” maiuscola che Cristo Gesù mi ha donato in questa mia vita nelle vesti di Francesco Boemi in arte Mikado Francesco e nelle pagine successivi vi racconterò come mi a concesso uno degli suoi ultimi preziosi doni: 
 
La Virtù della chiusura delle ferite.
 
* Operatore di miracoli.

           

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