La sconvolgente Verità: Cristo Gesù ha ricevuto 5480 colpi
 
Profonda riflessione sul numero delle ferite finali ricevute sul sacro corpo di Cristo Gesù
Visualizzo il corpo di “Mio Fratello Gesù” che misura un’altezza di un metro e settantasette per settanta chili è soprattutto i colpi che ha ricevuto durante la flagellazione.
 
Ferite della Flagellazione attraverso il Flagrum*
Testa: 5; Viso: 7; Collo: 3; Spalla: 49; Schiena: 70; Reni: 33; Torace: 30; Ventre: 14; Natiche: 14; Testicoli: 3; Gamba dx, anteriore e posteriore: 33; Gamba sx, anteriore e posteriore: 41; Braccio dx, anteriore e posteriore: 14; Braccio sx, anteriore e posteriore: 21.
 
Totale colpi ricevuti con il flagrum: 337x3* = 1.011
 
* Il Flagrum è corta in partenza con il manico di metalli, lunga trenta centimetri e da li partivano altre tre cinghie di quaranta centimetri di cuoio che avevano nel finale corde di montone che custodivano un paio di palline alle estremità di ogni corda e moltiplicare per tre ogni colpo dato. 
 
Ferite causate dalla corona di spine: Fronte, Tempie e Nuca; 31.
 
Ferita causata al costato destro, dalla lancia del Capitano Gai Cassio Longino: 1.
 
Quando assorbirete nella pagina successiva, il numero totale delle ferire e colpi, capirete il perché non riesco ancora a capire come Dio abbia potuto lasciare a Satana la libertà di scaricare tale violenza sul Sacro Corpo di Cristo Gesù.
 
 Pugni sull’arcate sopracciliari zigomi, sulle guance e sul naso; Ecchimosi a livello della scapola sinistra.; Una profonda ferita sulla spalla destra attribuita al trasporto del patibulum.; Le ginocchia, soprattutto quella sinistra, sono escoriate a causa delle violente cadute.
 
Totale colpi ricevuti attraverso la flagellazione, corona di Spine, percorso della crocifissione in pugni, schiaffi, calci, sputi, sgambetti, ingiurie: 5.480.
                                                                             
Cinquemilaquattrocentoottanta!
 
Spero che il “Buon Padre” abbia dato in questi duemila anni, la possibilità a Lucilio, puro rappresentante di Satana e a tutti coloro che hanno partecipato al massacrante scempio su Cristo Gesù, di vivere un migliaio di vite per purificarsi e accettare il dono di Amore  che anche nel momento del massacro Cristo Gesù dava a tutti loro.
 
Riflessione finale di Mikado Francesco
Credetemi, questa volta è stata dura e mi viene difficile dirvi che sono felice di avervi fatto conoscere questo capitolo. Credo sinceramente che solo il “mio caro amico tempo” mi darà la forza di assorbire il tutto con serenità.
Ora, sento che il mio tormentato compito di narratore della “Passione di Gesù il Cristo” sia terminato qui e spero che ogni essere umano possa vivere la “vera” resurrezione all’interno della “Sacra Sindone” e comprendere quale prezzo abbia pagato Gesù il Cristo per liberarci da quella che sembrava l’immortale catena in cui Satana teneva prigioniera l’umanità.
Questa è l’unica risposta alla domanda da me fatta precedentemente che riguardava il perché Dio a permesso a Satana e ai suoi soldati di scaricare la loro rabbia sul divino corpo del suo Unigenito Figlio*, al fine della vera resurrezione e libertà dello Spirito umano nei confronti di Satana!
Ora, mi rivolgo ha te che stai leggendo “Il Vangelo secondo Mikado” e ti chiedo di riflettere su ciò che ti ho trasmesso e se puoi, fallo ricordare anche alle persone vicino a te, ben cosciente che non è per caso che sei arrivato ha questo punto della storia di Cristo Gesù.
Nel prossimo capitolo ti farò conoscere  un’altra sua importantissima fase che lo porta a vivere lì, dove Dio guidò Mosè verso la “Terra Promessa”:
 
                                                                                                                     il Kashmir!
 
* Credo che secondo il mio personalissimo parere,  il termine “Unigenito Figlio”, sia dovuto al fatto che Gesù fu il primo essere umano che sia riuscito alla divina impresa di assorbire il Divino Titolo di Cristo al fine di permettere a Dio di scendere sulla Terra e liberare attraverso la "crocifissione" i suoi figli dal male.
 

           

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