- La mia nascita e la mia verità sulla vita
e la morte
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La conoscenza dell’Angelo della
Dimenticanza*
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Il ricordo va indietro nel tempo, prima di
quel 18 Ottobre 1955, giorno della mia nascita materiale e porto di quel
ricordo una voce che mi disse: Sono l’Angelo della Dimenticanza. Il mio
compito e quello di accompagnare le persone al ciglio dell’uscita e dargli
il “bacio” del saluto al fine di fargli dimenticare il loro karma.
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Adesso capisco il perché mi voleva baciare a
tutti i costi sulla bocca e quando all’ultimo momento, gli ho girato il mio
viso, lui, dopo avermi sfiorato la mia guancia destra, ha esclamato:
“Tu
sei Uno degli Unti da Cristo!”
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Esatto, tu sei una delle rare persone che
mi hanno scoperto e ora, è arrivato il momento della tua discesa.
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Sappi che sei una delle prime entità che
scenderanno sulla Terra con il termine di “Bambini Indaco”, ben coscienti di
ricordare “Chi sei!”.
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Inizialmente ti chiamerai Francesco e se
tutto andrà bene tornerai ad essere un Mikado, colui che è stato e sarà
Imperatore di se stesso.
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Dopo, più nulla, soltanto la compagnia di
una piacevole spinta e una lunga discesa**.
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* Vedi anche nel capitolo 8 - “Gesù e l’Egitto”: La Stanza della Luce
pura o del Re e la conoscenza dell’Angelo della Dimenticanza.
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** Tipo quella della montagna russa.
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Vi è in me il candido ricordo di un lungo
periodo durato nel tempo umano di nove mesi, in cui ero in contatto con le
voci del “Cielo”, ben consapevole di vivere in quell’ambiente con quella
luce chiara scura, ero immerso nell’acqua e il suo calore giusto e
sinceramente non mi dava sensi di paura, ma neanche mi dava tranquillità.
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Il tempo passava e i collegamenti con i miei
cari amici del “Cielo”, amici che non riuscivo più a vedere ma malgrado mi
accontentavo di ascoltarli si facevano sempre più rari, non vi erano dubbi,
stavo perdendo la cognizione del tempo e soprattutto le mie facoltà che fino
a poco tempo prima mi davano la gioia di avere la consapevolezza di essere
veramente “Figlio di Dio”.
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E’ successo tutto all’improvviso ad un
tratto l’acqua e quella luce divenire entrambe scure a tal punto, che io
iniziai a prendere coscienza di avere un corpo materiale con dei sentimenti
che in quel momento si manifestavano soltanto ed esclusivamente in mistero e
paura, paura e ancora paura, cosa mi stava succedendo, mi guardai intorno,
toccai con quelle che erano delle piccole manine il mio corpo e avendo la
consapevolezza che tale involucro custodiva lo Spirito di colui che era
stato definito un “Imperatore del Cielo” mi venne d’istinto di urlare,
urlare e ancora urlare: “Amici miei dove siete, aiutatemi, non mi
lasciate morire, aiutatemi”.
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D’incanto, in perfetta fusione con quel mio
pauroso appello, vidi da lontano un piccolo fascio di luce che mi richiamava
ricordandomi per l’ultima volta la luce del “Cielo” alzai gli occhi sopra di
me e con quel pensiero tutto il mio corpo fu risucchiato verso in giù in
quella misteriosa luce e non so come in quel momento mi sono sentito andare
verso la morte Spirituale, sì quello che io chiamo la “vera morte”
e senza rendermi conto, all’improvviso mi sono trovato a guardare il
pavimento e vivere il momento che l’uomo chiama “vita” e sbigottito mi
domandavo: “Dio mio, che cosa sta succedendo e perché questa luce così
forte?”
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La risposta me l’ha data una sconosciuta
mano umana che alle ore 08.30 del 18 Ottobre 1955, mi diede il benvenuto al
mondo materiale con un fortissimo e improvviso schiaffo nel didietro al fine
di farmi piangere. Ricordo che proprio nell’attimo dello schiaffo, mi sono
ritornati gran parte dei ricordi vissuti in “Cielo” e fare un bel sorriso
senza denti per poi accettare nel momento della nascita materiale la vera
ed unica morte che è quella Spirituale.
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Successivamente, ho ricevuto un secondo
schiaffo, ma anche in quel tentativo la mia risposta è stata un sorriso,
mentre al terzo ho “capito” che dovevo far contenta la proprietaria di
quella sconosciuta mano e ho lanciato il più forte degli strilli.
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La fase successiva è stata quella di
ascoltare quella sua sconosciuta voce che domandava a colei che era
diventata la mia nuova madre materiale:
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Signora come lo chiama?
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Immediata è stata la sua risposta:
Francesco!
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Benvenuto al mondo, mio caro Francesco.
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- Quel
momento è stato custodito dentro di me per circa 51 anni e oggi lo faccio
esplodere affinché possa dare un senso alla vita oltre la vita e comprendere
che la nascita e la vita fisica non è altro che la morte Spirituale e la
morte fisica non è altro che la rinascita alla vita Spirituale.
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