Seconda parte delle dodici consapevole domande e risposte di
 
Mikado Francesco
 
... Gesù ha avuto dei figli con lei?
Come erano le qualità umane di Gesù?
E vero che Gesù è morto in croce a 33 anni?
Se è vero che Gesù ha vissuto una lunga vita, ha avuto altri  mogli e figli? - ...
 
Gesù ha avuto dei figli con lei?
La mia risposta e si e questi sono i loro nomi: Sarah, Gesù il Piccolo e Giacomo.
 
Come erano le qualità umane di Gesù?
Devo rispondere a questa domanda, portandovi a conoscenza delle varie qualità morali di “Mio Fratello Gesù” ben cosciente che molte mi saranno sfuggite.
 
 
La Sua immensa bontà
Non c’è dubbio che quello che più colpisce nel conoscere Gesù è la bontà. Non può vedere un dolore senza commuoversi e porgere aiuto: tutti e dico tutti i miracoli che si narrano di Lui sono compiuti per bontà e tutte le forme del dolore umano hanno una risonanza profonda: Si commuove dinanzi al pianto della vedova di Naim; scappa a piangere dinanzi al sepolcro di suo cognato Lazzaro.
 
E’ sempre andato alla radice del male
Come Gesù mi ha sempre insegnato: Francesco, non perdere tempo e vai direttamente alla causa di qualsiasi malattia o conseguenza!
Al paralitico che hanno calato dal tetto dinanzi a Lui perché lo guarisca, Gesù dice per prima cosa: “Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati”.
In realtà, le guarigioni corporali che Gesù opera non sono se non l’aspetto esterno della lotta che Egli ha ingaggiato contro il male e Satana (la causa in noi), la conseguenza visibile di una lotta invisibile e spaventosa e di cui l’atto finale della sua divina missione sulla croce sarà il punto culminante e decisivo.
 
E’ Venuto per servire, non per essere servito
Quando Giacomo e Giovanni, gli chiedono di sedere uno alla sua destra e uno alla sua sinistra nel suo Regno, Gesù risponde loro: “Voi non sapete ciò che domandate”. E quando gli altri dieci discepoli si sdegnano con i due, Gesù riprende la parola e conclude invitandoli in tal modo a imitarlo: “Il Figlio dell’Uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti”. Così il Suo rimprovero si trasforma in profondo insegnamento.
 
Mite con i poveri e gli umili e duro con i ricchi
Gesù ha sempre amato i poveri, gli ammalati, i bambini e i peccatori perché Dio ha una particolare amore per loro; proprio per loro ha destinato il suo Regno. Essi per la loro condizione, sono più di altri vicini al regno di Dio, più disposti a entrarvi, più aperti a riceverlo: la povertà, l’umiltà, il sentimento della propria miseria, la semplicità e la purezza di cuore sono le disposizione necessarie per entrare nel regno. Quando Gesù chiama “Beati” i poveri in Spirito perché di loro è il Regno dei Cieli, e quando afferma che chi non diventa come un bambino e non accoglie il Regno di Dio con la semplicità del bambino non potrà entrarvi, Gesù lancia una sfida ai “giusti” soddisfatti della propria perfezione: “In verità vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel Regno di Dio.”
 
Indica all’umanità la Via da seguire
Esaminando il cammino di “Mio Fratello Gesù” e i tratti essenziali della sua figura ho scoperto che è l’unico rappresentante dell’umanità che ha raggiunto il “Grande Fine dell’Unificazione con l’uomo e nello stesso momento con il Padre”, poiché in Gesù l’umanità stessa si trova mirabilmente fusa in tutto ciò che fa grande l’uomo: magnanimità e umiltà; fortezza e dolcezza d’animo; intelligenza viva e squisita sensibilità; santità e vicinanza a Dio e all’uomo peccatore; comunione profonda con Dio e attenzione premurosa ai poveri e ai malati; tenerezza per i bambini e per gli umili e sdegno profetico per l’ipocrisia e l’orgoglio; libertà assoluta di fronte agli uomini e totale disponibilità al servizio di Dio e dei poveri; elevatezza di pensiero e di animo e semplicità nell’esprimersi; forte senso dell’amicizia mantenuto con fedeltà; conoscenza della fragilità e della malvagità umana e fiducia nella possibilità di conversione dell’uomo; coraggio nell’affrontare la sofferenza e silenziosa accettazione di una croce ingiusta e crudele.
“Mio Fratello Gesù”  è dunque “tuttora” una personalità non solo straordinaria e affascinate, ma anche paradossale e sconcertante come nessun altro uomo della storia ha rivelato. Ma non è sconcertante solo per la sua personalità. Lo è anche per quello che ha insegnato, per le opere che ha compiuto, per il suo atto finale di andare incontro alla croce e avvolgere la Sua storia in un lenzuolo chiamato “Sindone”, che ancora oggi ci comunica una “Verità” non comprensibile per “tutti”: “Mio Fratello Gesù” è esistito, ha vissuto come un essere umano liberandoci dalla morsa di Satana e ci ha indicato la Via per ritornare a casa.
 
Nella preghiera cerca sempre il Padre
Gesù esce dalla solitudine spirituale con la preghiera. Come tutte le grandi anime, anch’Egli è affamato di silenzio, ma non lo cerca per ritemprarsi, per ritrovare se stesso, bensì per pregare. “In quel tempo Gesù disse: “Ti benedico, o Padre mio, Signore del Cielo e della Terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelati ai piccoli. Si, o Padre, perché così è piaciuto a te.”
 
E  nella notte che precedeva la sua crocifissione, si mise in intimità con il Padre:
“Poi, andato un po’ innanzi nell’Orto degli Ulivi, Gesù si gettò a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse da lui quell’ora terribile.
 
E diceva: Abbà, Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo calice!.
Però non ciò che voglio Io, ma ciò che vuoi Tu!
 
 
L’inaspettato intervento di “Mio Fratello Gesù”
Mentre stavo riflettendo su ciò che dovrei scrivere in questo capitolo conclusivo, la stanza si riempie di un particolare profumo e d’incanto la voce di “Mio Fratello Gesù”  prende comando di ogni particella energetica:
 
Francesco, ma come mi hai descritto?
Gesù, forse non ti piace come ti ho descritto?
“Francesco, “Fratello Mio”, tu mi hai Riconosciuto davanti agli uomini, pertanto anche IO ti  riconoscerò davanti al Padre Nostro, che è nei Cieli e ti garantisco che il giorno che lascerai il tuo corpo a Madre Terra, Io, ti verrò a prendere personalmente in compagnia del più numeroso esercito di Angeli mai visto e mi presenterò a te con la prima copia del “Vangelo secondo Mikado”.
Grazie “Mio Amato Fratello”, grazie e ancora grazie!”
 
E vero che Gesù è morto in croce a 33 anni?
Come avete potuto notare dal contenuto del “Vangelo secondo Mikado” e in particolare nel capitolo della mia visione sulla Passione”, la mia risposta è contraria alla verità della Religione Cattolica in cui afferma che è morto in croce e il terzo giorno è resuscitato in cielo.
 
Se è vero che Gesù ha vissuto una lunga vita, ha avuto altri  mogli e figli?
Si e ora vi ricorderò in modo conciso le sue importanti quattro fasi affettivi.
 
Prima fase: Gesù ha avuto una prima breve storia d’amore con Sarah di Cipro e da questo rapporto è nato Josep o colui che la storia ricorda con il nome di Bar-abba.
 
Seconda fase: Gesù si sposa* ufficialmente a Can con Maria Maddalena e avvia i suoi tre anni di Missione Cristica. Da questa unione nascono Sarah, Gesù il Piccolo e Giacomo.
 
 * Questo è stato l’unico matrimonio ufficiale di Gesù il Cristo. Per quanto riguarda Sarah, non c’è stato il tempo, mentre con Ashi e Miyuko vi è stata una consapevole convivenza. -
 
Terza fase: Gesù prende l’identità di Yuzu Asaf va in Kashmir e dopo sette anni dalla morte di Maria Maddalena, vive una storia affettiva con Ashi e da questo rapporto vengono generati due figli maschi di nome Moses e Samuel.
 
Quarta fase: Dopo la dipartita di Ashi,  Gesù o Yuzu Asaf va nella solare Terra del Paese del Sol Levante e prende l’identità di Kirisuto, unendosi con la dolce Sensei Miyuko e da questa saggia relazione d’amore nascono tre figlie femmine di nome Aiko, Sonoko e Sakè.
 

           

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