I Vangeli e la vita ufficiale di Gesù
 
Come ripetuto molte volte, la conoscenza ufficiale della vita di Cristo Gesù è secondo il pensiero della Chiesa racchiusa solamente all’interno dei quattro i Vangeli ufficiali di Marco, scritto circa nel 70 d.C.; Matteo, scritto circa nel 85 d.C.; Luca, scritto circa nel 90 d. C.; Giovanni, scritto nel 110 d.C.
 
Tutti e quattro i Vangeli ci illustrano il percorso di Gesù all’incirca in questo modo:
 
Gesù alla sua nascita
Tutti noi conosciamo l’inizio di vita di Gesù. Nasce a Betlemme al tempo di Erode ricevendo il sei Febbraio la visita dei tre re Magi che gli portarono i doni: Oro, Incenso e Mirra.
 
Il profondo significato dei tre doni
L’oro indica la regalità simbolo della materia; l’incenso la divinità e rappresenta l’etere, il mondo eterico; la mirra allude alla spiritualità rappresenta la forza vivificante, risanatrice che li accompagna. In altre parole essi sono “il Corpo, lo Spirito e l’Anima”. 
 
Gesù  all’età di 4 anni e la fuga in Egitto
La “Sacra Famiglia” è costretta a fuggire in Egitto per scampare dall’uccisione di 2.707 bambini dall’ira di re Erode. In questo importante momento della vita di Gesù, Giuseppe condusse sua moglie Maria e Gesù in Egitto nel villaggio Matari sulla sponda destra del Nilo noto come il “Giardino delle Erbe”, conosciuto per i suoi famosi frutti e fiori senza pari, ove rimase fino alla morte di re Erode. E’ bene sapere che oggi, nel “Giardino delle Erbe” si trova la chiesa della Sacra Famiglia, insieme a un albero di fico dal tronco cavo nel quale, una volta si nascosero Giuseppe e la sua famiglia.
 
Gesù all’età di dodici anni nel Tempio di Gerusalemme
Dopo la morte di re Erode, la sacra famiglia ritorna a Gerusalemme.
A dodici anni Gesù fu ritrovato dopo un giorno di ricerche dai suoi genitori nel Tempio a discutere con gli Scribi sulle leggi spirituali e universali.
 
 Gesù a trenta anni e l’inizio dei suoi tre anni di Missione Cristica
Gesù riappare verso i trentanni ( 30 ) nel fiume Giordano per ricevere il “Battesimo” da suo cugino Giovanni Battista affinché possa iniziare la sua divina missione come il Cristo: “E la Sua fama attraversò la Siria e Gli presentarono tutti quelli che soffrivano di malattie varie, afflitti da dolori, indemoniati, lunatici, paralitici ed Egli li guarì.”
 
Gesù muore in croce a 33 anni
Secondo la versione ufficiale della Chiesa, il cammino e la sua vita termina con la crocifissione sul Monte Golgota e con il successivo mistero che riguarda la sparizione del Suo Santo Corpo, vista come la Sua ascensione in cielo.
 
Ora, cerchiamo con serenità di analizzare le fasi della sua vita descritta nei quattro Vangeli ufficiali.
 
1° Fase: La nascita e la sua giovinezza
I Vangeli di San Matteo e di San Luca, danno notizie sulla nascita e l’infanzia di Gesù, facendo risalire il suo albero genealogico ad Abramo e a Davide (Matteo 1:1-17; Luca 3:23-38).
Le genealogie sono offerte come prova della messianicità di Gesù. Secondo Matteo (1:18-25) e Luca (1:1-2:20), Gesù nacque a Betlemme, dove Giuseppe e Maria si erano recati in seguito all’editto romano sul censimento della popolazione. Soltanto Matteo (2:13-23) descrive la fuga in Egitto per sottrarre il figlio al re giudeo Erode il Grande; soltanto Luca descrive l’osservanza di Giuseppe e Maria della legge ebraica che richiedeva la circoncisione e la presentazione del primogenito al tempio di Gerusalemme; Luca riferisce anche del loro viaggio successivo (2:41-51) con il giovane Gesù al tempio per la Pasqua ebraica.
 
2° Fase: Inizio della missione pubblica e la scelta degli Apostoli
Tutti e tre i Vangeli sinottici datano l’inizio della missione pubblica di Gesù, durata circa un anno, dall’arresto di Giovanni Battista, mentre il Vangelo di Giovanni la fa risalire alla scelta dei primi discepoli (1:40-51) e la fa durare quasi tre anni.
I Vangeli sinottici presentano un’unica versione della missione pubblica e degli avvenimenti immediatamente precedenti: Tutti descrivono il battesimo di Gesù nel fiume Giordano, per mano di Giovanni Battista, e registrano il successivo ritiro di Gesù nel deserto; Matteo (4:3-9) e Luca (4:3-12) raccontano le tentazioni alle quali Gesù fu sottoposto, in quel periodo di preparazione rituale, da parte del diavolo, o Satana.
In seguito, Gesù tornò in Galilea, visitò la propria famiglia a Nazareth (Luca 4:16-30), dove i concittadini lo contestarono, poi passò a Cafarnao, dove cominciò a insegnare.
All’epoca, secondo i sinottici, Gesù chiamo a sé i primi discepoli, “Simone detto Pietro e Andrea suo fratello” (Matteo 4:18) “Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello” (Matteo 4:21).
Tra i suoi numerosi seguaci Gesù scelse per assisterlo dodici discepoli: Andrea, Pietro; Giacomo di Zebedèo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Tommaso, Matteo, Giacomo di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota.
 
3° Fase: La sua consapevolezza sull’avvento del Regno di Dio
Stabilitosi a Cafarnao, Gesù, accompagnato dai dodici Apostoli, si spostava nelle città e nei villaggi vicini, proclamando l’avvento del Regno di Dio, come i profeti ebraici, dispensando insegnamenti morali e conforto spirituale a tutti, specialmente ai più deboli.
L’essenza di tali insegnamenti è presentata in Matteo (5:1-7:27) nel “Discorso della montagna”, che illustra le beatitudini (5:3-12) e contiene il Padre Nostro (6:9-13).
L’attività missionaria di Gesù gli provocò l’ostilità dei farisei, timorosi che quegli insegnamenti minassero l’autorità della Torah (la Legge); altri invece temevano che la sua attività mal disponesse le autorità romane nei confronti di una restaurazione della monarchia in Israele.
Nonostante la crescente opposizione, la popolarità di Gesù aumentava, specialmente tra gli umili e gli oppressi. L’entusiasmo indusse i seguaci a tentare di “costringerlo a diventare re” (Giovanni 6:15), offerta rifiutata da Gesù, che si ritirò con i discepoli, attraverso il mare di Galilea (lago di Tiberiade), nuovamente a Cafarnao (Giovanni 6:15-21). Qui Gesù si proclamò “il pane della vita” (Giovanni 6:35) in un discorso che, per la sua durezza, gli alienò molti seguaci.
Gesù divise il suo tempo tra viaggi nelle città della Galilea e delle vicine regioni, periodi di istruzione dei discepoli e ritiri presso Gerusalemme.
Secondi i sinottici, Gesù trascorse la maggior parte del tempo in Galilea, mentre Giovanni colloca la sua missione in Giudea, pur con numerose visite a Gerusalemme.
I discorsi e i miracoli compiuti, soprattutto la resurrezione di Lazzaro a Betania (Giovanni 11:1-44), convinsero molti a credere in lui (Giovanni 11:45).
Il momento più importante della sua missione pubblica fu quando, a Cesarea Filippi, Simon Pietro comprese che Gesù era il Cristo (Matteo 16:16; Marco 8:29; Luca 9:20), benché Gesù non lo avesse mai rivelato prima a Pietro o agli altri discepoli. Tale rivelazione, seguita dalla predizione della propria morte e resurrezione, le prescrizioni dettate ai suoi discepoli e la sua trasfigurazione divennero la fonte primaria per l’autorità e l’operato storico della Chiesa cristiana.
 
4° Fase: Gli ultimi giorni
Con l’arrivo della Pasqua, Gesù si diresse a Gerusalemme per l’ultima volta (secondo Giovanni furono numerosi i viaggi a Gerusalemme e più di uno a Pasqua, mentre i sinottici dividono la missione pubblica in una fase galilea e in una giudaica e ricordano una Pasqua dopo la partenza di Gesù dalla Galilea per la Giudea e Gerusalemme). La domenica precedente la Pasqua, Gesù entrò a Gerusalemme, dove fu accolto dalla folla acclamante: qui, il lunedì e il martedì, secondo i sinottici, scacciò dal tempio i mercanti e i cambiavalute che, per abitudine invalsa, avevano il permesso di commerciare sul sagrato esterno (Marco 11:15-19), e discusse con i sacerdoti, gli scribi, i farisei e i sadducei in materia di autorità e tributi e sulla resurrezione.
Il martedì Gesù rivelò ai suoi discepoli i segni che avrebbero annunciato la sua parusia o secondo avvento.
Il mercoledì Gesù fu unto a Betania in preparazione alla sua sepoltura (Matteo 26:6-13; Marco 14:3-9).
Nel frattempo a Gerusalemme sacerdoti e scribi, convinti che le sue attività avrebbero suscitato l’ostilità dei romani contro il popolo ebraico (Giovanni 11:48), cospirarono con Giuda Iscariota, uno dei discepoli, per far arrestare e uccidere di nascosto Gesù, “perché temevano il popolo” (Luca 22:2). Per Giovanni (11:47-53) la cospirazione precedette l’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme.
Il giovedì Gesù fece la cena pasquale con i discepoli durante la quale alluse all’imminente tradimento e alla propria morte come sacrificio per i peccati dell’umanità. Nel benedire il pane azzimo e il vino, durante il servizio pasquale, chiamò il pane il proprio corpo e il vino il proprio “sangue dell’alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati” (Matteo 26:28), e invitò i discepoli a consumarne. Questo rituale, l’Eucaristia, è stato da allora ripetuto dai cristiani nella messa, diventando uno dei sacramenti della Chiesa cattolica.
Dopo la cena, Gesù e i discepoli andarono sul monte degli Ulivi dove, secondo Matteo (26:30-32) e Marco (14:26-28), egli annunciò che sarebbe “risorto” dai morti.
Sapendo vicina la morte, Gesù si ritirò nell’orto del Getsemani dove, “in preda all’angoscia” (Luca 22:44), meditò e pregò, finché un gruppo mandato dai sacerdoti e dagli anziani e guidato da Giuda Iscariota si presentò per arrestarlo.
 
5° Fase: Il processo e la crocifissione
Secondo Giovanni (18:13-24), Gesù, dopo l’arresto, venne condotto da Anna, suocero del sommo sacerdote Caifa, per un primo interrogatorio. I sinottici non menzionano l’episodio e riferiscono solo che Gesù venne condotto davanti al consiglio supremo degli ebrei, il sinedrio, dove Caifa gli chiese di dichiarare se era “il Cristo e Figlio di Dio” (Matteo 26:63). Alla risposta affermativa (Marco 14:62), il consiglio condannò Gesù a morte come blasfemo. Poiché solo il procuratore romano aveva facoltà di infliggere la pena capitale, il venerdì mattina Gesù venne condotto davanti a Ponzio Pilato, il quale, prima di condannarlo, gli chiese anch’egli se era il re dei giudei; Gesù replicò: “Tu l’hai detto” (Marco 15:2). Pilato tentò vari espedienti per salvare Gesù prima di lasciare la decisione al popolo. Quando la folla invocò la sua morte, Pilato (Matteo 27:24) ordinò l’esecuzione.
Gesù, condotto sul Golgota, fu inchiodato accanto a due ladroni su una croce, sulla quale “al di sopra del suo capo, posero la motivazione scritta della sua condanna: questi è Gesù, il re dei giudei” (Matteo 27:37).
Alla sua morte, il corpo venne deposto e, avvicinandosi il Shabbat, giorno in cui era vietata la sepoltura, venne composto sommariamente in una tomba da Giuseppe di Arimatea (Giovanni, 19:39-42, riferisce che Giuseppe fu assistito da Nicodemo).
 
 6° Fase: La resurrezione
La domenica mattina, “Maria di Magdala e Maria di Giacomo” (Marco 16:1), recatesi sulla tomba per ungere il corpo di Gesù, la trovarono vuota.
Matteo (28:2) riferisce che un angelo apparve dopo un terremoto e rimosse la lastra.
Secondo Marco (16:5) nella tomba “un giovane” vestito di bianco annunciò loro che Gesù era risorto; in Matteo (28:5-6) ad annunciarlo è l’angelo e in Luca (24:4) sono due uomini “in vestiti sgargianti”; secondo Giovanni (20:11-18), Maria Maddalena vide due angeli e poi il Cristo risorto.
Nel corso della stessa giornata, secondo Luca, Giovanni e Marco, Gesù apparve alle donne e ad altri discepoli in vari luoghi a Gerusalemme e nei pressi della città. La maggior parte dei discepoli non dubitò di aver visto e udito il Maestro, tuttavia (Matteo 28:17); Tommaso, che non era presente a quelle prime apparizioni, dubitò anche della resurrezione (Giov. 20:24-29).
Come riporta il Nuovo Testamento, la resurrezione di Gesù fu una delle dottrine cristiane di maggior forza perché, risorgendo, Gesù dava all’umanità speranza di una vita dopo la morte, nel regno dei cieli. Tutti i Vangeli aggiungono che, per un breve periodo dopo la resurrezione, Gesù istruì gli apostoli nelle questioni riguardanti il regno di Dio. Ordinò inoltre “Andate e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo” (Matteo 28:19). Infine, secondo Luca (24:50-51), a Betania Gesù fu visto dai discepoli salire ai cieli. Negli Atti (1:2-12) si riferisce che l’ascensione avvenne 40 giorni dopo la resurrezione. Le dottrine esposte da Gesù e quelle che lo riguardavano furono successivamente sviluppate nei principali dogmi della teologia cristiana; inoltre, la vera natura di Cristo divenne oggetto della disciplina teologica nota come cristologia.
 
Il Divino Mea Culpa di Giovanni Paolo II: Il più grande Papa della storia del Cattolicesimo
Fortunatamente (o fortunosamente?) la Chiesa ammette che i Vangeli siano stati manomessi varie volte nel corso dei secoli: nell’occasione del definire la questione delle cause dell’antisemitismo, Wojtyla ha insegnato che:
 
“I Vangeli sono il frutto di un lavoro redazionale lungo e complesso. Non è quindi escluso che alcuni riferimenti ostili o poco favorevoli agli ebrei abbiano come contesto storico i conflitti tra la chiesa nascente e la comunità ebraica. Alcune polemiche riflettono le condizioni dei rapporti tra ebrei e cristiani che cronologicamente sono molto posteriori a Gesù.”
 
                
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