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La nuova consapevolezza della nascita
della nuova Chiesa
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La tendenza tradizionale di scegliere i Vangeli
sinottici è stata abbandonata alla luce delle crescenti testimonianze a
favore delle accuratezza e dell’attendibilità del Vangelo di Giovanni. Oggi,
non è più possibile, mettere i Vangeli gli uni contro gli altri, così come
non è più possibile criticare la Chiesa per gli errori passati.
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Vi state domandando il perché?
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A prescindere dal fatto che il mio compito non è
quello di criticare la Chiesa ma di portare a conoscenza il suo percorso al
fine di comprendere quanto sia importante conoscere a fondo quello che Gesù
ha insegnato e quello che gli uomini hanno cambiato a loro piacimento.
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La vera “Purificazione karmica” della Chiesa è durata
per lunghi 27 anni di continua richiesta di “Perdono” da parte di Sua
Santità Giovanni Paolo II, colui che io, Mikado Francesco definisco il più
Grande Papa della storia e colui che mi fa prendere la consapevolezza di
dire: Beati tutti noi che abbiamo vissuti e respirato nella sua epoca.
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Sento il bisogno di chiamare Giulia e di porgli alcune
domande.
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Giulia, sai chi ha
scelto i quattro Vangeli?
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Mikado, è importante
venire a conoscenza che nessuno dei primi padri della Chiesa, fino ad
Ireneo, non hanno mai citato nessun passo dei quattro Vangeli ufficiali.
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Non esiste una
semplice risposta a questa domanda. Luca esordisce sottolineando che “molti”
hanno già steso un resoconto degli avvenimenti che egli si accinge a
narrare. Nessuno sa con precisione a quali scritti Luca intendesse alludere
con il suo molti, ma appare chiaro che i nostri quattro Vangeli non erano
gli unici documenti del genere in circolazione nella Chiesa nascente. Anzi,
decine e decine di vangeli fiorirono nel corso dei primi secoli dell’era
cristiana. Di questi vangeli, cosiddetti apocrifi, cioè “occulti”, sono
giunti sino a noi solo alcuni brani e frammenti.
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Giulia, come avvenne il procedimento di scelta?
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In alcuni antichi manoscritti si tramanda una storia
in cui durante il Concilio di Nicea, tutti i Vangeli conosciuti siano stati
messi su un altare e sia stata richiesta ed ottenuta la discesa dello
Spirito Santo che fece cadere a terra i Vangeli “non autentici o apocrifi”,
risparmiando naturalmente quelli canonici a noi noti. La Chiesa ha respinto
ogni proposta di adottare un unico testo del Vangelo e ha riconosciuto le
quattro versioni, nonostante le discordanze, come documenti autorevoli e di
pari merito. Così, tutti e quattro i Vangeli sono stati riconosciuti come
testi sacri, investiti della massima autorità.
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Giulia, perché solo
quattro Vangeli?
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Mio amato Mikado,
grazie alla possibilità di usufruire del grande tesoro che è all’interno
della “Grande Biblioteca Universale”, ho potuto scoprire che i quattro
Vangeli ufficiali considerati canonici sono stati scelti molto tempo
prima dell’evento di Costantino I il Grande e precisamente da Ireneo di
Lione (metà del II secolo) in base a criteri alquanto singolari:
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1.
Dovevano essere quattro come i quattro punti cardinali;
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2.
Dovevano essere quattro come i quattro venti;
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3.
Dovevano essere quattro come le prime quattro creature viventi e cioè: Il
Leone con Marco, il Vitello con Luca, l’Unicorno con
Matteo e infine l’Aquila con Giovanni.
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Giulia, perché gli
evangelisti hanno questi simboli?
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Mikado, le radici sono
molto profonde, appartengono all’Antico Testamento e ora cercherò di
trasmetterti ciò che ho letto nei più antichi manoscritti della “Grande
Biblioteca Universale”.
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Matteo
è rappresentato dall’uomo alato, perché
all’inizio del suo Vangelo pone la genealogia umana di Cristo.
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Marco
è raffigurato come un leone alato, perché all’inizio parla di Giovanni che
viveva nel deserto e dice che Gesù “stava tra le fiere” (Mc 1,13).
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Luca
invece è associato al toro alato, perché incomincia parlando del sacerdote
Zaccaria, della classe di Abia, che offriva sacrifici di animali e
soprattutto di vitelli al Signore nel Tempio secondo il turno della sua
classe.
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Giovanni,
infine, è come un’aquila, perché egli “si eleva nelle regioni più alte della
conoscenza, come l’aquila s’innalza a volo verso il sole”.
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Giulia, c’è un
messaggio più profondo?
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Si mio amato Mikado.
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E’ bene che si venga a
conoscenza che in Ezechiele i quattro simboli non potevano indicare gli
evangelisti. Ma anche nell’Apocalisse hanno un significato diverso:
rappresentano i capi del popolo delle quattro regioni più importanti di
Israele, ossia di tutto il popolo: il leone è simbolo del capo di Giudea, il
vitello (es.: Osea 8,6) di quello di Samaria, l’uomo di quello di Perea,
l’aquila di quello delle due Galilee, l’inferiore e la superiore.
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Nell’Apocalisse, i
quattro animali appartengono simbolicamente al “cielo”, ossia al Sinedrio,
che era l’organo supremo di governo, religioso ma anche politico, del popolo
di Israele.
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