- Il
continuo confronto con Giulia
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Giulia mi sta facendo
notare che alcuni grandi ricercatori di verità, hanno constatato altre
contraddizioni all’interno dei quattro Vangeli ufficiali che hanno
imbarazzato nel tempo molti esponenti del Clero: “Gli evangelisti sono
sovente in disaccordo tra di loro, raccontano differenti genealogie su Gesù,
falsità sulla sua presunta povertà, mentre la famiglia “mia” e di Gesù era
ricchissima in tutti i sensi e molte altre contraddizioni che sono sparse
come “pillole di Verità” all’interno di questo “straordinario mio ultimo
libro”.
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Adesso vi farò vedere
come alcuni “ricercatori di verità”, hanno tentato di cancellare queste
contraddizioni e hanno pensato di unificare il meglio dei quattro Vangeli.
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E’ bene che veniate a
conoscenza, che nel secondo secolo, il grande personaggio storico di nome
Tiziano, avviò un processo che lo portò con tutta la sua buona pazienza e
volontà, ad utilizzare il 96% del Vangelo di Giovanni (4° evangelista), il
75% di quello di Matteo (2° evangelista), il 66% di Luca (3° evangelista),
ed il 50% di Marco (1° evangelista ), il resto fu da lui considero
“contraddizione” e rifiutato.
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Una volta unificato il
tutto e reso libro, Tiziano e il mondo intero si rese conto che fu tutto un
fallimento e tutti presero consapevolezza che la ricerca sulla vera vita e
insegnamenti di Cristo Gesù, doveva continuare oltre l’ufficialità della
Chiesa.
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Se noi analizziamo con
Spirito sereno la sua scelta, vediamo che Tiziano fece poco affidamento a
quelli antichi e iniziò con il quarto, il secondo, il terzo e infine il
primo Vangelo di Marco.
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Mi appare Giulia e mi
fa questa giusta domanda: Mikado, perché questa tua profonda riflessione?
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Ti rispondo subito mia
cara Giulia. Ancora oggi, si continua a dire che il primo Vangelo di Marco
sia stata la fonte logica e comune degli altri tre Vangeli ufficiali e io
rispondo che sia loro che tutti i “ricercatori di Verità” sanno che tutti e
quattro gli evangelisti hanno assorbito la loro immortale conoscenza nel
Vangelo di Bar-abba il “Figlio di Gesù”, per poi avviare il processo tanto
caro agli uomini che è quello di “rendere complicato quello che è
semplice!”.
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I genitori di Gesù
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Matteo, Luca e
Giovanni nominano Giuseppe come “padre” di Gesù. Marco se lo dimentica.
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Matteo e Luca
affermano che Giuseppe discende dal re Davide, il che è conforme alle
credenza ebraiche di allora, ma ne discende da Giacobbe per Matteo e da Elia
per Luca. Quindi, risalendo la genealogia fino ad Abramo, il primo conta 40
gradi, l’altro 56.
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Riflessione serena:
Credo che sedici generazioni di scarto dà un senso di imbarazzo
difficilmente eliminabile anche per il più sereno componente del clero.
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Sappiate che il grande
Sacerdote Zaccaria aveva annunciato che il Messia sarebbe venuto dalla “casa
di Giuseppe”, quindi, in fondo, l’imbarazzo non poteva essere una delle
prerogative degli evangelisti sventolare genealogie davidiche così
complicate quando Giuseppe è solo il “padre adottivo” di Gesù.
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Il significato
della Verginità di Maria
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La verginità di Maria
fossero state integrate in un secondo tempo negli scritti della Natività.
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L’evangelista Marco è
muto sull’eccezione fisiologica di Maria. Persino l’apostolo Paolo, benché
notoriamente ossessionato da questioni sessuali, scrive solo che Gesù è nato
da una semplice donna.
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Riflessione serena
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Sappiate che questa
verginità e questo tipo di nascita straordinaria attribuite ai saggi e ai
grandi filosofi come Pitagora che nasce da Apollonio, dalla vergine Pythais,
di Siddharta o Buddha, di Babaj, di Sai Baba e altri lucenti esseri di luce
serviva per mettere in evidenzia il carattere divino o eccezionale della
persona sono tipici degli ambienti greco-romani in cui vengono redatti i
Vangeli.
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Scovato il mistero
- E’ bene che veniate a
conoscenza che i primi cristiani credevano di aver trovato una
giustificazione della nascita straordinaria di Gesù nella Bibbia dei
Settanta, che sembrava riferirsi ad una vergine. La traduzione corretta
della parola ebraica “halamah” non è “vergine”*,
ma “giovincella”: questo errore proviene dalla traduzione greca della Bibbia
dei Settanta**
da cui Matteo attinge l’oracolo.
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* Betulla. ** Pathenos” invece di
“néanis”.
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La storia
dell’Immacolata Concezione
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E’ bene che veniate a
conoscenza che fino al 12° secolo i cristiani davano per scontato che Maria
fosse stata concepita nel peccato originale.
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Gregorio Magno era convinto che solo il Cristo fu
concepito senza peccato. E il suo pensiero era quello dei Padri della
Chiesa: Solo S. Agostino e S. Ambrogio sostenevano che Maria non avesse
commesso peccati mentre Tertulliano, Ireneo, Basilio, Cirillo, Origene,
Crisostomo, S. Anselmo, S. Bernardo, S. Girolamo e altri ritenevano che
Maria avesse commesso molti peccati.
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Maria era nata da un
rapporto sessuale come tutti gli uomini perciò concepita nel peccato.
Anche Bonaventura, S. Tommaso e S. Antonio da Padova, i Domenicani e per
un periodo anche i Francescani erano dello stesso parere. Giovanni XXII
affermava che negare le dottrine di S. Tommaso era eresia. Ma Clemente XI
nel 1701 proclamò l’Immacolata concezione festa di precetto. L’Assunzione di
Maria anima e corpo, fu proclamata nel 1950 da Pio XII.
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Gesù e il
significato della nascita nella grotta
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Vi garantisco che Gesù
è nato a Gamla o Gamala*,
città in cui Davide avrebbe ricevuto l’unzione reale. Ma si sa che attorno a
Betlemme i “pagani” celebravano la nascita del dio dei cereali Tammuz
(Adone), oggi chiamato Kellogg’s e come Hermes, Dioniso, Mitra o Zeus,
questo dio fenicio nasceva in una grotta, simbolo della terra-madre che
ritroviamo quasi tale quale nel presepe di Natale popolarizzato nel XIII°
secolo da San Francesco di Assisi, a cui la tradizione natalizia ha aggiunto
il bue e l’asino per confermare una profezia di Isaia trascurata dagli
evangelisti.
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* Non lo scrive Mikado Francesco, ma bensì suo
fratello Daniele.
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L’anno di nascita
di Gesù
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E’ arrivato il momento
di affrontare il delicato tasto della data di nascita di Gesù, con la ferma
certezza che tale data, non può essere stabilita con precisione storica in
base ai dati dei quattro Vangeli ufficiali.
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La data di nascita di
Gesù ha dato spunti di discussioni tra ricercatori e studiosi, poiché i
Vangeli ufficiali forniscono informazioni contraddittorie in termini di date
e cronaca storica.
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Cerchiamo di
analizzarle con serenità.
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Il pensiero degli
evangelisti
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Il Vangelo di Marco,
il più antico dei quattro, non ne dice nulla. Secondo Matteo, Gesù è nato al
tempo del re Erode.
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Per Luca, Maria
concepisce sei mesi dopo sua cugina Elisabetta che concepisce nei giorni di
Erode, re della Giudea. Questi due evangelisti collocano quindi la nascita
di Gesù al più tardi nel 4 a.C., poiché tutti gli storici ammettono che
Erode il Grande sia morto a quella data.
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Luca contraddice
questa tesi, quando afferma che Gesù nacque durante il primo censimento di
Quirinio, che era a quei tempi governatore della Siria. Questo primo
censimento che è ben documentato dagli storici, fu ordinato da Roma per
fissare le imposte dirette in Giudea, nel 6 d.C.. Ciò implica che vi sono 10
anni di scarto con la datazione precedente.
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Gesù sarebbe alla
soglia dell’adolescenza in Matteo quando invece sarebbe appena nato in Luca!
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Ma Luca è recidivo
quando dice che Giovanni Battista predicava nell’anno quindici del
principato di Tiberio Timperi, cioè nel 28, e che Gesù iniziò poco dopo la
sua vita pubblica, all’incirca nei suoi trent’anni. Una semplice
sottrazione: 28 - 6 = 22, mostra che vi è ancora un errore di 10 anni. O si
sbaglia Luca o Matteo, oppure si sbagliano entrambi. Comunque, è solo nel
VI° secolo che il monaco sciita Denys o meglio conosciuto con il nome di
Dionigi il Piccolo (vedi anche avanti in Luca), fece nascere Gesù nell’anno
uno (1) fissando così l’inizio dell’era cristiana.
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Il bisogno di una
serena chiarezza
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Il Vangelo di
Matteo
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Il Vangelo di Matteo
afferma che, al momento della nascita di Gesù, sulla Giudea governava il
tetrarca Erode.
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La storia ufficiale ci
porta a conoscenza che quando i Magi giunsero a Gerusalemme chiedendo del
Bambino che sarebbe divenuto il Re dei Giudei, Erode preoccupato per il
consolidamento del suo potere personale, cercò di informarsi dove fosse
possibile rintracciare la famiglia di Gesù, ma una volta venuto a conoscenza
della beffa dei Magi ordinò di uccidere tutti i maschi presenti nel
territorio di Bethlemme che avessero meno di due anni, sulla base delle
presumibili informazioni che gli erano state fornite dagli stessi Magi a
proposito del loro viaggio.
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Se prendiamo coscienza
che la storia ci porta a conoscenza che Erode morì nel 5 a.C., per cui se
questi morì in quel periodo allora l’unica cosa che possiamo dire con
ragionevole certezza è che Gesù nacque prima della morte di Erode e questo
rafforza la mia realtà e convinzione che è nato il 7 a.C.
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Il Vangelo di Matteo
non fornisce un particolare aiuto alla ricerca storica, ma non amplifiva
confusione e permette di capire solo questo dato storico; di più non si può
fare.
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Il Vangelo di Luca
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Il Vangelo di Luca e
molto più complicato di quello di Matteo.
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Luca, afferma che, nel
periodo della gestazione di Maria, fu emanato un decreto di Cesare Augusto
che stabiliva l’obbligo di censire gli abitanti di ogni provincia
dell’Impero. Tale censimento, che richiedeva per essere portato a compimento
un tempo abbastanza lungo, fu realizzato quando Quirinio era governatore
della Siria.
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Quirinio era
governatore della Siria tra il 6 e il 9 d.C., per cui il censimento di cui
si parla sarebbe “fuori tempo” rispetto al governatorato di Publio Simplicio
Quirinio, in quanto gli storici, documenti alla mano, attestano che i
censimenti realizzati nell’epoca augustea furono tre, nel 28 a.C., nell’8
a.C. e nel 14 d.C.
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Il censimento in cui
sono coinvolti Giuseppe e Maria sarebbe quindi quello dell’8 a.C., ma
sarebbe errata l’informazione fornita dall’autore del testo in quanto in
quel periodo il governatore della Siria-Cilicia era Sanzio Saturnino.
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Difficile pensare che
Luca potesse fare confusione tra fonti storiche, perché appare come una
persona istruita e ben preparato. Comunque resta il dubbio che
l’informazione fornita faccia riferimento al censimento dell’8 a.C.
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Riflessione serena
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Mi permetto di
prendermi la libertà acquisita dalla mia realtà interiore e dalla
possibilità di usufruire di tutti i documenti esistenti all’interno della
“Grande Biblioteca Universale”, è affermo che essa inizia attorno all’anno
sette (7) a.C. sotto il regno di Erode il Grande e l’impero di Augusto,
passa attraverso una esecuzione capitale in Gerusalemme attorno al 30-33
d.C., sotto il governo locale del procuratore romano Ponzio Pilato, e
approda a una grandiosa eredità raccolta dalle varie comunità dei suoi
seguaci sempre più attivi e numerosi.
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Il 7 a.C. e
l’evento del monaco Dionigi il Piccolo
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Il problema della data
di nascita di Gesù investe anche le conseguenze sul calendario che la sua
nascita ebbe nei secoli a venire; queste conseguenze sono più importanti di
quanto si creda poiché a partire da una certa epoca in avanti fu introdotta
una datazione del tempo a partire dalla sua nascita. Il merito di questa
rivoluzione della struttura del computo del tempo fu del monaco Dionigi il
Piccolo, vissuto tra il VI e VII secolo, che fu incaricato dal Papa, nel 525
d.C., di stabilire la data esatta dell’equinozio di primavera,
indispensabile per determinare la data della Pasqua, essendo questa fissata
alla prima domenica successiva al primo plenilunio che segue l’equinozio di
primavera, decisione assunta nel Concilio di Nicea nel 325.
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L’abate Dionigi si
dedicò alla risoluzione di questo problema astronomico, ma il suo contributo
andò ben oltre in quanto introdusse anche un sistema di datazione del tempo
che fosse fondato sull’ anno di nascita di Gesù, che il monaco fissò
nell’anno 754 dalla fondazione di Roma. Tuttavia, solo in epoca moderna si
introdusse l’indicazione di a.C. e d.C. per distinguere gli anni antecedenti
alla nascita di Gesù da quelli successivi. L’impatto sulla formulazione del
calendario fu notevole, come notevoli ne furono le conseguenze, soprattutto
se si considera che alcuni studiosi hanno messo in luce un presunto errore
di datazione dell’ “Annus Domini” e della fondazione di Roma, di ben sette
anni. L’effetto devastante è quello di alterare completamente l’anno di
riferimento per cui l’anno 2000, festeggiato con grande clamore, per
l’arrivo del nuovo millennio, sarebbe in realtà già trascorso nel 1993 o nel
1994 e qui va a segno un’antica predizione ricevuta da Gesù: “Francesco,
nel Terzo Millennio assorbirai in Titolo di Mikado e inizierai il cammino
come “Mio Trascrittore”.
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Breve riflessione
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Naturalmente oltre al
problema dell’anno della nascita di Gesù, c’è anche il dilemma sul giorno e
il periodo dell’anno in cui nacque Gesù. Infatti, come sappiamo, i Vangeli
non forniscono una data effettiva della nascita di Gesù e nella prima
comunità cristiana non vi era accordo su quale fosse il giorno della sua
nascita.
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Il 25 Dicembre è il
giorno in cui ricade la tanto cara festa di Natale, non è data da nessuno
Vangelo ufficiale.
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Pensate che questa
data apparve per la prima volta nel 335, quando, per motivi
politico-strategici, la Chiesa di Roma credette abile far corrispondere la
nascita di Gesù con la nascita del dio Mitra celebrato al solstizio*
d’inverno sui colli Vaticani.
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* Sol Invictu = Festa del Sole Invincibi.
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Mistero svelato
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Mi immergo all’interno della “Grande
Biblioteca Universale” insieme a Giulia e dopo un’accurata ricerca ho letto
manoscritti che parlano della vita di Zaccaria. Questi documenti, portano a
conoscenza le date in cui Zaccaria, padre di Giovanni il Battista, era di
servizio al tempio di Gerusalemme. Dato che sappiamo dal Vangelo che il
concepimento di Giovanni avviene in quel periodo, e che precede di sei mesi
l’annuncio a Maria Vergine, si può affermare con sicurezza che Gesù nacque
il 25 dicembre.
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Prendendo in
considerazione che il 23 settembre e il 24 giugno, sono le date
dell’annuncio e della nascita di Giovanni il Battista, cugino di primo grado
di Gesù, veniamo a conoscenza che il 25 marzo e il 25 dicembre sono le date
che riguardano sia l’annunciazione che la data della vera nascita di Cristo
Gesù o Messia.
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Breve riflessione
sulla notte di Natale
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Vi è in me la
consapevolezza che io, Mikado Francesco, provengo da una stirpe di
“Guaritori di Campagna”, persone che attraverso Virtù che si risvegliano il
25 dicembre, nascita di Gesù, mettono in atto delle guarigioni Taumaturgiche
inspiegabili per la scienza.
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I Vangeli e una serena contraddizione storica
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Come detto molte volte, fonti attendibili
extrabibliche su Gesù, sono molto scarse. Di lui si fa menzione in alcuni
scritti giudaici di studiosi del tempo come il famoso Giuseppe Flavio, il
Talmud e pagani come Tacito e Svetonio. L’unica fonte principale è dunque il
Nuovo Testamento, e in particolare i quattro Vangeli ufficiali che ci
portano a conoscenza che Gesù di Nazaret nacque a Betlemme, in Giudea,
durante l’impero di Augusto e negli ultimi anni del regno di Erode, morto,
secondo Giuseppe Flavio, nel 750 ab Urbe condita (a.U.c.), cioè dalla
fondazione della città di Roma.
- La nascita di Gesù
deve perciò essere fatta risalire a qualche anno prima della morte di Erode,
verso il 747 o 748 a.U.c., vale a dire il 7 a.C. in base al nostro
calendario.
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Il luogo di nascita
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Marco dice che Gesù è
nato a Nazareth di Galilea, quando invece Matteo e Luca lo fanno nascere a
Betlemme in Giudea. Giovanni non ne parla per niente. Ancora una
contraddizione.
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I teologi e studiosi
ufficiali suppongono che sia Nazareth in Galilea perché Gesù si fa chiamare
“il Nazareno”. Ma è bene venire a conoscenza che l’aggettivo “nazareno”,
inteso come “del paese di Nazareth” risulta un errore di traduzione dei
compilatori tardivi.
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Riflessione serena
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Cercherò durante
questo intenso cammino di “Trascrittore” della vita di Gesù, di usare quel
linguaggio semplice e diretto che lo stesso Gesù mi ha chiesto, con l’unico
fine di poter fare entrare in contatto “la mia Verità” con la parte più
intima del vostro immenso Spirito.
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Mi sforzo a ricordare
il paese tanto nominato dai Vangeli, parlo di Nazareth, un paese inventato
dalla mente dell’uomo è mai esistito nel tempo della mia antica famiglia.
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La mia assoluta verità
è che Gesù sia nato a Gamala e i mie fratelli paterni nacquero a sud di
Gerusalemme e precisamente alla periferia di Qumrn*
e il paese si chiamava Betlemme di Giudea e
ora ve lo presento attraverso una predizione del 710 a.C. fatta dal Profeta
Michea che potete trovare all’interno della Sacra Bibbia.
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Libri profetici:
Profeta Michea -Promesse 5; “Ma da te, o Bethlehem Efrata, piccola per
esser tra i migliaia di Giuda, da te uscirà colui che sarà dominatore in
Israele**, le cui
origini risalgono ai tempi antichi, ai giorni eterni.”
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* Dove furono trovati i manoscritti. - **
Credo che riguardi solo perché a Gerusalemme ci fu il censimento
uffciale: Matt. 2:5 e Giov. 7:42.
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Geù e Nazareth
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“Tornato a Nazareth
si reca, il sabato, alla sinagoga e si alza a leggere il libro del profeta
Isaia. A fine lettura annuncia che la profezia di Isaia si è avverata e
lascia intendere essere lui il nuovo messia.
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I presenti si
indignano e lo trascinano sul ciglio di un burrone decisi a scaraventarlo
nel vuoto; Gesù riesce a liberarsi e si allontana indenne.”
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