- Il
Vangelo secondo Matteo
-
-
Giulia, secondo ciò
che mi hai portato a conoscenza, Luca avrebbe copiato in parte la
pianificazione del racconto iniziale di Matteo?
-
E’ vero Mikado,
inizialmente erano gli operai di Matteo a immortale gli insegnamenti di
Gesù, ma sotto la vigilanza attenta di Matteo.
-
-
Giulia, qual è la
diversità tra i due Vangeli?
-
Nel fatto che il
Vangelo di Matteo cerchi di cambiare il più possibile ciò che leggiamo nel
Vangelo di Luca; ma secondo i manoscritti all’interno della “Grande
Biblioteca Universale”, c’è una spiegazione semplice. Matteo aveva già
pubblicato la sua “prima relazione” degli avvenimenti nel 34 e, per poter
pubblicare un nuovo libro, gli scribi dovevano farlo apparire completamente
diverso a tal punto che pare strano che Gesù abbia pronunciato certe
espressione scritte da Matteo.
-
-
Giulia, allora a
chi era destinato tale Vangelo?
-
Era destinato alla
lettura in sinagoga e alla scuola ebraica nell’impero romano. Per questo
motivo, fu il primo a essere diffuso nelle Chiese cristiane, a partire
dall’anno 40.
-
-
Giulia, nel tempo
è cambiato il suo messaggio?
-
Si Mikado, andando
avanti nel tempo, ha fatto prevalere l’insegnamento morale di Gesù, al fine
di trarre beneficio per raggiungere la salvezza indicata da Gesù.
-
-
Giulia, ci sono
delle contraddizioni sulla data?
-
La contraddizione
della data attribuita dalla Chiesa al Vangelo di Matteo, viene confermata
dal passo nel quale Gesù minaccia gli Ebrei di aver ucciso Zaccaria, figlio
di Baracchia in Matteo 23,35.: “Affinché ricada su di voi (Ebrei)
tutto il sangue innocente versato sopra la terra, dal sangue del giusto
Abele fino al sangue di Zaccaria, figlio di Baracchia, che avete ucciso tra
il santuario e l’altare.”
-
-
Giulia, esistono
testimonianze di qualche storico?
-
Si mio amato Mikado. Giuseppe Flavio, dichiara che
l’assassinio di questo Zaccaria avvenne nel 67 e visto che ufficialmente
Gesù era morto nel 33, non poteva conoscere quel fatto e si arriva alla
conclusione che la data in cui fu pubblicato (non scritto) il Vangelo di
Matteo non è quella del 40 attribuitagli dalla Chiesa ma posteriore all’anno
67.
-
-
Un’altra prova la
troviamo sempre in Matteo 10,23: “In verità vi dico che non avrete
finito di percorrere le città di Israele, prima che venga il Figlio
Dell’Uomo”. Questo passo rappresenta una prova che questo Vangelo è
stato scritto dopo la distruzione del Tempio. La descrizione della città di
Israele come percorso di fuga escluderebbe la città non ebraica di Pelle in
Transigiordania nel quale i cristiani storicamente fuggirono nel 66 d.C.
-
Giulia, puoi dire
qualcosa di più?
-
Mikado, la Verità è
sotto gli occhi di tutti. Porta a conoscenza che attorno alla Cupola di San
Pietro in Roma vi sono, scritte in lettere di quasi due metri, le parole di
Cristo a Pietro tratte dal sedicesimo capitolo del Vangelo di Matteo: “Tu
es Petrus, et super hanc petram aedificabo ecclesiam meam et tibi dabo
claves regni caelorum*.”
-
-
Giulia che cosa
significa questo?
-
Significa che quando
il Papa celebra la Messa all’altare maggiore di San Pietro, si avvia un
processo divino che unifica l’Inferno con il Paradiso, il Nuovo
Testamento** con il Mondo
Moderno, il Cielo con la Terra.
-
-
* Questo è il suo significato: “Tu sei
Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, a te darò le chiavi del
Regno dei Cieli.”
-
** Inclusa la Verità divina che l’uomo non può
soffocare.
-
-
Giulia, allora è
vero che dobbiamo prendere in considerazione la sua datazione ufficiale
posteriore al 150?
-
Si Mikado, era un
fatto assodato già nell’anno 180 d.C., quando l’antico autore cristiano
Ireneo di Lione invocava questa continuità in difesa dell’ortodossia del
cristianesimo. La Chiesa di Roma era per lui la “grande e illustre Chiesa”
alla quale “a motivo della sua posizione di comando, ogni Chiesa, ossia i
fedeli di tutto il mondo, debbono ricorrere”. Ireneo riteneva che la Chiesa
fosse stata “fondata e organizzata a Roma dai due gloriosi apostoli, Pietro
e Paolo” e che la sua fede fosse stata trasmessa i posteri da una
ininterrotta successione di Vescovi, i primi dei quali scelti e consacrati
dagli stessi apostoli.
-