La mia serena risposta a Nazareth
 
Il Nazareth di oggi, si trova in Galilea e dista circa 130 Km da Gerusalemme e 30 Km dal Lago di Tiberiade. Si estende su di un terreno di una pendenza quasi perfetta, dove non c’è traccia di burroni o precipizi ove gettare un qualsiasi essere umano.
 
Sappiate che esiste solo un paese che a tutti i requisiti qui sotto elencati nei Vangeli ufficiali:
 
1. Qual è il paese che è menzionato dai racconti di Giuseppe Flavio?
 
2. Qual è il paese che è rivolto sulla sponda orientale?
 
3. Qual è il paese che ha i resti evidenti di una sinagoga dei tempi di Gesù il Cristo?
 
4. Qual è il paese che è situata sulla gobba di un monte?
 
5. Qual è il paese che è a circa sette chilometri dal lago di Tiberiade?
 
6. Qual è il paese che è situata vicino a uno spaventoso precipizio?
 
Risposta:  Gamala, Gamala, Gamala, Gamala, Gamale e ancora profondamente Gamala o Gamla!
 
Per quanto riguarda la mia tesi sull’inesistenza di Nazareth nel tempo mio e di Gesù, mi faccio aiutare dallo mappa che segue e dallo storico Giuseppe Flavio, preciso e puntiglioso nelle sue descrizioni della Palestina di allora e sappiate che ne ignora completamente l’esistenza. Se esisteva, doveva essere un insignificante gruppo di baracche ed il suo nome è stato utilizzato, in seguito, per confondere le idee sul significato dello scomodo termine “Nazareno”.
 
Ora, cercheremo di conoscerne a fondo il suo significato.
 
Mappa antica della Palestina* dei tempi di Gesù
 
                                                                   
* Questa mappa, immortala paesi e città che hanno ospitato nel “bene e nel male” il processo Cristico di Gesù.
Per quanto riguarda Nazareth è stata successivamente inserita nell’angolo sx tra Cana o Can e Naim nella regione della Gallilea, li dove vedete il ?.
 
Fonti storiche 
Per far comprendere meglio la realtà di Gamla, vi voglio portare a conoscenza di documenti letti nella “Grande Biblioteca Universale”, di cui mi è stato permesso di trasmettervi solo ciò che segue. Vi garantisco che dopo la realizzazione del “Vangelo”, un componente dei 144.000 Unti porterà chiarezza su Nazareth e Gamla o Gamala.
 
Le due grandi fonti storiche che testimoniano della Palestina dei tempi di Gesù sono gli scritti di Giuseppe Flavio e Filone Alessandrino. Specialmente il primo, che fu comandante delle truppe ebraiche proprio in Galilea, nelle sue grandi opere “La Guerra Giudaica” e “Antichità Giudaiche”, ha minuziosamente descritto tutto il paese nominando ogni più piccolo centro abitato. Ma di Nazareth non ha fatto cenno alcuno, sebbene a pochi passi dal villaggio sorgessero altri centri, come Sefforis e Iotapata, di cui lo storico ha parlato e di cui oggi si possono ammirare i resti. Insomma, la Nazareth dei tempi di Gesù è inesistente.
 
El-Nasirah è un villaggio della Galilea, posto a circa quattrocento metri di altezza, nel quale la tradizione cristiana riconosce l’antica Nazareth, patria di Gesù, dove ingenui pellegrini possono visitare l’officina di Giuseppe, Pensate che gli storici non hanno potuto trovar traccia di una città di nome Nazareth sino al IV secolo d.C.; secondo le fonti ebraiche, bisogna scendere addirittura sino al secolo IX.
 
Anche i Vangeli, quando parlano della città di Gesù, preferiscono usare espressioni differite come “la sua patria” e non hanno mai usato l’espressione Gesù di Nazareth, essi parlano di Gesù il Nazareno, e usano per questo l’espressione greca “Iesous o Nazoraios”.
 
Giuseppe Flavio e la storia di Giovanni il Galileo
 Gamala era la patria dei ribelli zeloti, della setta di Giuda detto il galileo, degli uomini che, lottando incessantemente per la restaurazione del regno di Davide e della sovranità di Yahweh su Israele, avevano finito per guadagnare un assedio da parte delle legioni di Vespasiano in persona, in quanto pericolosi per l’impero romano.
Lo storico Giuseppe Flavio, descrive così la città di Ezechia, padre di Giuda il Golanitide e nonno di Giovanni* il Galileo, detto il Nazoreo**: “Ezechia era un Rabbi appartenente a famiglia altolocata della città di Gamala che era situata sulla sponda golanita del lago di Tiberiade. Questa città non si era sottomessa ai romani confidando nelle sue difese naturali. Da un’alta montagna si protende infatti uno sperone dirupato il quale nel mezzo s’innalza in una gobba che dalla sommità declina con uguale pendio sia davanti che di dietro, tanto da somigliare al profilo di un cammello (Gamlà); da questo trae il nome, anche se i paesani non rispettano l’esatta pronuncia del nome chiamandola Gamala. Sui fianchi e di fronte termina in burroni impraticabili mentre è un po’ accessibile di dietro. Ma anche qui gli abitanti, scavando una fossa trasversale, avevano sbarrato il passaggio. Le case costruite sui pendii erano fittamente disposte l’una sopra l’altra: sembrava che la città fosse appesa e sempre sul punto di cadere dall’alto su se stessa. Affacciata a mezzogiorno, la sua sommità meridionale, elevandosi a smisurata altezza, formava la rocca della città, sotto di cui un dirupo privo di mura piombava in un profondissimo burrone”.
 
* I primi due sono stati i fondatore dei ribelli Zeloti. Mentre Giovanni, secondo questi documenti che non posso farvi conoscere (lo farà prossimamente Uno dei 144.000 Unti), sarebbe stato manipolato dalla storia e fatto diventare nel 2° secolo Gesù il Cristo.
** Cristiani in greco.
 
Anche Gesù si faceva pagare per le sue opere
La guarigione spirituale deve essere giustamente pagata affinché il karma della persona sia neutralizzato!
L’uomo si dovrebbe domandare il perché Cristo Gesù aveva un tesoriere di nome Giuda Iscariota che si occupava delle offerte dei compensi che Gesù chiedeva a chi si trovava nel suo cammino e vi garantisco che la sua richiesta era il giusto e in modo equilibrato. Talvolta un pezzo di formaggio, un invito a pranzo, denari o come al giovane mercante tutte le sue proprietà!
Vi invito ad andare a consultare il Nuovo Testamento sulla Sacra Bibbia “I Corinzi 9” e vi accorgerete che l’Apostolo Paolo, durante la sua dimora presso i Corinzi esercitò il mestiere di insegnante spirituale e di carpentiere e giunse alla conclusione che quanto più si adoperava per la gente senza nulla chiedere, tanto meno veniva apprezzato il suo insegnamento.
 
Lo stesso “mio fratello Gesù obbligava” chi guariva a donare la Decima al Tempio, ad essere invitato a pranzo oppure come ha detto al giovane e “presuntuoso” mercante:
 
“Donami tutto il tuo immenso patrimonio e Io ti “purificherò” e ti darò le chiavi del Mio Regno.”
 
Sappiate che il “Vero Guaritore Spirituale” sa che “dare”, come se la gente fosse povera o bisognosa, ribadisce soltanto la povertà ed il bisogno di “cercare” il giusto per rispettare la “Legge del Dare” e raggiungere il fine della “vera guarigione di corpo e Spirito”.
 
Breve riflessione finale di Mikado Francesco
Credo fermamente che Gesù è una persona dietro la quale, non è difficile intravedere una ben più grande identità che Lui stesso ha detto, ha fatto ed ha operato, dimostrando al mondo intero di essere un bambino, ragazzo, allievo, Maestro e il Cristo. Nessun altro essere umano, di nessuna religione, sentiero o galassia è riuscito a prepararsi al fine di riuscire ad incarnare nel Suo corpo materiale Dio!
Oggettivamente parlando, non si può negare l’evidenza storica: Gesù è un uomo il cui parlare e fare mette completamente all’ombra ogni altro personaggio della storia umana. Non solo, ma nessun essere umano nel suo tempo, a meno che non fosse un pazzo, ha mai affermato la sua divinità.
Gesù ha accettato di essere adorato*. Ha rivendicato a sé il potere di perdonare i peccati. Cosa mai successa in tutta la storia del Vecchio Testamento che afferma che solo Dio ha il potere di rimettere i peccati. Ha operato guarigioni e miracoli in Nome proprio, e non in nome di Dio, diversamente, quindi, da come facevano i taumaturghi ebrei. Ha volutamente parlato della sua preesistenza e della sua divinità: “In verità, in verità prima che Abramo fosse, Io Sono”. Ha detto di essere una cosa sola col Padre:”Io e il Padre siamo una cosa sola”(Gv 8,58-10,30).
  
Sto pensando che la conoscenza dei numerosi manoscritti e documenti letti all’interno della “Grande Biblioteca Universale” sui Vangeli, mi sta facendo vivere la consapevolezza di continuare la mia opera di “Trascrittore” e farvi conoscere anche la realtà dei numerosi Vangeli apocrifi.
 
* Vedi in Mt 14,33 e Gv 20,28 - Gv 1,1-3,14.
 

 

                
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