La conoscenza di Barabba o Bar-Abba
 
Ora è arrivato il momento di entrare nel vivo della dimensione dei Vangeli apocrifi ma prima sento il bisogno di parlarvi di Bar-abba, un uomo che io, nelle mie antiche vesti di Daniele, fratello di sangue di Gesù, ho conosciuto benissimo perché lui era mio nipote, primo figlio di Gesù.
 
State tranquilli, nelle pagine successive vi porterò a conoscenza della sua storia e dell’unico prezioso Vangelo da lui scritto nel periodo in cui Gesù era nel pieno della sua missione Cristica. Questo prezioso Vangelo è stato l’unica fonte di coloro che volevano conoscere a fondo la vita del Messia e vi garantisco che circolava liberamente nel periodo 30-60 d.C. e per chiunque ne possedesse una copia era fonte di  luce divina.
 
Credetemi se vi dico che è stato proprio grazie a lui, che ho potuto apprezzare il mondo dei Vangeli e sono certo che farà lo stesso effetto a voi e al termine di questo capitolo direte:
 
Avevi ragione Mikado Francesco, Barabba meritava quella parentesi iniziale.
 
 
La storia di Barnaba o Bar-Abba, primo figlio di Gesù
 
“Se Barnaba verrà da voi, riservategli buona accoglienza”
                                                                                             Lettera ai Collossesi 4:10
 
Bene, vi porto a conoscenza che prima di conoscere a fondo gli autori dei quattro Vangeli ufficiali riconosciuti dalla Chiesa è necessario che conosciate questo importantissimo personaggio.
 
Vi chiedo di aver fede in queste mie parole e vedrete che dopo la sua conoscenza potrete apprezzare di più l’importanza della conoscenza dei quattro evangelisti e soprattutto della vostra crescita interiore.
 
E’ bene che veniate a conoscenza che Barnaba, Barabba o Bar-Abba non è un nome ma un appellativo, un Titolo e significa “figlio del Rabbi” e per estensione di significato “figlio di Dio” o “figlio della consolazione o figlio dell’esortazione”. Lui, era un ebreo nato a Cipro, da una storia d’amore fulminante tra due giovani ragazzi sedicenni che portavano il nome di Gesù e Sarah.
 
Si, avete letto bene, si tratta di mio fratello Gesù, colui che in futuro diventa il Cristo.
 
E’ bene che veniate a conoscenza che in quel periodo Gesù, doveva andare a Cipro per superare degli esami con dei grandi Saggi eremiti.
 
Sara, era figlia di un ricchissimo commerciante e nello stesso momento un grande e silenzioso Maestro Spirituale. Tra i due giovani ragazzi nasce un amore fulminante a tal punto che viene coronato dalla notizia della attesa di un figlio che segnerà la vita di entrambi.
 
I due ragazzi, passarono nove mesi stupendi che terminarono in modo tragico.
 
Arrivò il momento della nascita e venne al mondo un bellissimo bambino con gli occhi celesti della madre e diedero a lui il nome del nonno paterno Josep o Giuseppe ma, questo momento di felicità, venne oscurato da un improvviso malessere di Sarah.
 
Subito dopo il parto, la giovane Sarah, subisce un calo di salute che la porta a perdere i sensi e nessuno, dico nessuno incluso il giovane Rabbi Gesù ha avuto in quel momento il potere di guarire la giovane madre da quella strana malattia da parto. Sarah, chiese di prendere in braccio il figlio Josep e volle che Gesù gli accarezzasse la sua testa e dolcemente abbandonò con felicità e gran sorriso il mondo materiale, lasciando grande sconforto nella vita dei suoi parenti e in particolare di Gesù.
 
Gesù, accompagnò Sarah in cielo e subito dopo diede ordine che Josep fosse portato da Mamma Maria e con quella immensa e irreale forza interiore che lo distingueva dal mondo intero, continuò il suo lungo viaggio che lo doveva portare in India.
 
 
Ora, faremo un gran salto avanti e andremo a conoscere Bar-Abba, da grande.
 
Barabba a diciassette anni
 Nell’anno ufficiale della crocifissione, Gesù aveva trentatre anni. Facendo due semplici calcoli sull’età di Josep, sappiamo che nacque quando Gesù aveva sedici anni è pertanto nel momento del giudizio di Pilato ne doveva avere ufficialmente diciassette.
Vi voglio ricordare, che per non portare confusione, io mi attengo al calendario ufficiale ma, sappiate della mia convinzione che bisogna partire meno sette e pertanto aggiungerli e portano Josep ad avere ventiquattro anni, mentre suo padre Gesù, durante la crocifissione ne aveva quaranta anni.
 
Bar-abba e i Vangeli
Sappiate che il Barabba ladrone è un personaggio di pura invenzione degli autori evangelici. Non viene indicato come un ladrone comune bensì come un partigiano che si batteva con la spada e coltelli, contro gli oppressori romani. E’ stato catturato ed imprigionato durante una sommossa scoppiata in Gerusalemme, che aveva causato una vittima. Barabba sarebbe quindi stato accusato e condannato a morte per questo omicidio e per sovversione.
Stando cosi le cose, da un punto di vista politico, era molto più colpevole di Gesù, che si era limitato a dichiararsi “figlio di Dio (Barabba) e ad autoproclamarsi re dei Giudei”.
 
Vedo Giulia e mi viene spontaneo porgli questa domanda: “Giulia, com’è possibile che i Vangeli abbiano riportato uno scambio del genere?
Mikado, è scritto in preziosi manoscritti che anche Barnaba si chiamava Gesù il piccolo, quindi ci troviamo di fronte a due individui, processati quasi contemporaneamente, per la stessa colpa di insubordinazione nei confronti dell’impero. Uno si chiamava Gesù Barabba* e l’altro Gesù Barabba**.
 
Nelle prime edizioni del Vangelo di Matteo, (Rif.-150) si legge testualmente: “Avevamo in quel tempo un prigioniero famoso, Gesù Barabba, il quale era stato messo in carcere in occasione di una sommossa scoppiata in città  e di un omicidio.”
 
Nelle edizioni moderne -Rif. – 005,130 invece si legge: “In quel tempo c’era un prigioniero distinto di nome Barabba – e avanti con il racconto tradizionale.
Come vedi mio amato Mikado, il cambiamento è visibile ma ingenuo. La presunzione dell’uomo crede che quei documenti siano stati bruciati insieme alla biblioteca di Alessandria ma vi garantisco che certe memorie restano immoralmente vive e sane!
 
E? incredibile Giulia, allora quale dei due Barabba l’avrebbe scampata?
 Mikado, è scritto che qualcuno dopo di te amplificherà questa verità, io ti metto a conoscenza che il Corano (Rif. 135) afferma che Gesù Nazareno non è stato crocifisso. Anche altri autori sostengono la tesi che a finire sulla croce sia stato Gesù Barabba il Lestos,  mentre Gesù Barabba il Nazareno, ottenuta la libertà, avrebbe continuato a predicare per altri undici anni, ed al dodicesimo si sarebbe trasfigurato, nel corso di un grandioso evento, durante il quale avrebbe rivelato ai suoi discepoli la “Via” per arrivare direttamente al “Cuore di Dio”.
 
 * Detto il Nazareno. - ** Detto il Lestos.
 
Il nuovo Bar-Abba
Come detto nelle pagine precedenti, mio nipote Bar-abba era conosciuto come Josep, o Giuseppe, nome di suo nonno e mio padre. Sebbene sia poco menzionato nei quattro Vangeli ufficiali, da altri libri del Nuovo testamento si valuta la sua posizione di capo dei settanta discepoli dopo i dodici Apostoli ufficiali. Josep-Bar-abba accompagnò Gesù sin dal primo momento della sua divina missione e ne assorbì da Gesù il meglio come insegnamento spirituale. Alla morte del nonno materno, lui era l’unico erede universale del suo immenso patrimonio, che fortifico ancor di più la causa di suo padre Gesù.
Bar-abba aveva il massimo rispetto di tutti quelli che erano intorno a Gesù e quando gli Apostoli decisero di eleggere un Apostolo al posto del traditore Giuda, lo fecero scegliendo coloro che avevano vissuto accanto a Gesù e fra un centinaio di discepoli ufficiali, furono scelte due persone: “Giuseppe, detto Bar-abba, che era soprannominato Giusto, e Mattia”. Al termine la scelta ricadde su Mattia. 
 
La storia del Vangelo di Barnaba
Inizio portandovi a conoscenza che il Vangelo di Barnaba è l’unico Vangelo esistente scritto da un uomo che camminò accanto a Cristo Gesù come suo figlio e ufficiale primo Discepolo. Questo è il grande motivo che Barnaba aveva a differenza di tutti gli evangelisti ufficiali della Chiesa, l’autorità e la conoscenza diretta nel scrivere la vera vita di Gesù il Cristo.
Ho letto l’autentico Vangelo di mio nipote Barnaba all’interno della “Stanza della Luce” e vi posso garantire che in quelle 144 pagine divine, ci sono più notizie sulla vita umana e divina di Cristo Gesù, che all’interno di tutti i Vangeli ufficiali e apocrifi messi insieme.
 
L’accettazione e il successivo divieto a leggerlo
Ora vi metterò a conoscenza come sia stato accettato e poi ostacolato con decreti ordinati da papi e poi fatevi una vostra personale idea.
 
Il Vangelo di Bar-abba fu accettato come “Vangelo Canonico” nelle chiese di Alessandria fino al 325 d.C., quando fu tenuto il famoso Concilio di Nicea che portò a dichiarare ufficiale la dottrina della Trinità all’interno della Chiesa Paolina e alla conseguenze di scegliere tra circa quattrocento Vangeli solo quattro e per il resto l’ordine di bruciarli tutti, incluso il più importante, il più vero e il più semplicemente diretto al cuore degli uomini che era quello di Barnaba.  Fu proibito dal Decreto delle Chiese Occidentali nel 382 d.C., pensate che fu emesso un avviso che stabiliva che chiunque fosse stato trovato con il Vangelo di Barnaba o anche con uno non autorizzato sarebbe stato messo a morte. Papa Damasco (304-384), divenne Papa nel 366, emise un decreto nel quale ordinava che tale Vangelo non doveva assolutamente essere letto ma ben cosciente della sua importanza storica e veritieria, ne aveva una copia nella sua libreria personale che a causa della sua continua lettura, lo aveva imparato a memoria. Segue anche il divieto con Papa Innocenzo nel 465.
 
Nel Decreto Glasian nel 496, l’Evangelium Barnabe è incluso nella lista proibita. Fu confermato anche da Papa Ormisda nel 514 fino al 523. Fu vietato anche da Papa Innocenzo nel 465. Anche Papa Sisto (1589-1590) era in possesso di una copia segreta che gli fu sottratta da un amico, un monaco di nome Frà Marino che aspetto che il Papa si addormentasse per andare alla sua biblioteca privata e prese con se la copia scritta in italiano nascondendola dentro la manica. Il Vangelo passò mano dopo mano fino ad arrivare in possesso di una persona di grande autorità politica e sociale in Amsterdam che non fece altro che raccontarne il contenuto. Dopo la sua morte entrò in possesso di J. E. Cramer, un Cancelliere del Re di prussica. Nel 1713 Cramer mostrò il manoscritto al Principe di Eugenio di Savoia, famoso ricercatore di verità. Nel 1738 fi trasportato insieme a tutti i libri di valore del Principe alla Hofbibliothek di Vienna e li rimase.
 
E’ importante che sappiate che tutti questi decreti sono scritti nel catalogo dei manoscritti greci nella Libreria del Cancelliere Seguire (1558-1672), preparato da B. de Montfaucon (1655-1741).
 
Toland, noto storico del primo Cristianesimo, lesse il manoscritto e ne parlo nel suo libro di ricerca che fu pubblicato nel 1747: “Il suo è precisamente lo stile delle sacre scritture. La storia di Gesù vi è raccontata in una maniera differente dagli altri quattro vangeli è più completa, essendo stato l’autore  vicino a Gesù.”
La pubblicità fu enorme e tutti i ricercatori cercarono di leggere il Vangelo di Barnaba. Inoltre è ricordato nella libreria del Re di Francia (J.B.Cotelier-1789) e anche in Inghilterra a Oxford e in un Museo ad Atene in originale lingua greca. E’ ormai certo che i primi tre Vangeli accettati dalla Chiesa conosciuti come i Canonici, furono copiati da un Vangelo precedente sconosciuto che i ricercatori contemporanei hanno denominato il famoso “Vangelo Q*”, in mancanza di un nome migliore.
 
* Abbreviazione del tedesco “quelle”, che sta per appunto per “fonte” primaria.
 
Giulia, il Vangelo Q è forse il Vangelo di Barnaba?
Si, Si e ancora decisamente un immenso Si!
 
Giulia, quale è in realtà il vero messaggio del Vangelo di Barnaba?
 
                                                                                    
Barnaba porta a conoscenza che Gesù non fu il “Figlio di Dio”, nel senso letterale della parola ma, come Abramo, Mosè e Giovanni Battista, sia stato un “Grande Messaggero di Luce” che aveva deciso di vivere e mangiare in mezzo alla moltitudine. Così come hanno deciso di vivere i rari “Messaggeri di Luce” venuti dopo di Lui, incluso il più “Grande Trascrittore” della vita di Cristo Gesù che porta il nome di Mikado Francesco, si, proprio tu mio amato Mikado, tu, che hai deciso di vivere come uno dei tanti ben consapevole di essere Uno dei rari.
 
         
       
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