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I Vangeli Apocrifi e le stanze
segrete della Grande Biblioteca Universale
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Mi immergo nel più profondo
silenzio e ringrazio Gesù e nello stesso momento Dio, per la grande gioia che mi
a concesso nell’avere la possibilità di consultare la “Grande Biblioteca
Universale” con l’aiuto speciale di Giulia, entrare all’interno delle sue stanze
segrete al fine di ricercare frammenti di manoscritti e assorbire il loro
profondo significato, è stata per me un’esperienza a dire poco affascinante e
divina.
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Vi porto a conoscenza che durante le mie personali ricerche mi sono accorto, che
oltre ai Vangeli ufficiali, ci sono più di 300 Vangeli, conosciuti con il nome
Apocrifi, tutti dichiarati eretici dalla Chiesa secoli fa. Prendiamo in
considerazione, che la maggior parte di questi Vangeli sono stati distrutti
dalla stessa Chiesa, ma che alcune copie sono state salvate e nel giusto momento
(voluto dal Cielo) sono venuti alla luce. Cerchiamo di conoscere alcuni di
questi Vangeli apocrifi che hanno fatto parte del Nuovo Testamento, che nel 325
d.C., dopo l’evento del Concilio di Nicea furono distrutti e tutti coloro che ne
possedessero solo una copia furono banditi con verdetto immediato a morte: Il
Vangelo di Maria Maddalena, il Vangelo degli Ebrei, il Vangelo di Filippo, il
Vangelo di Giacomo, il Vangelo di Nicodemo, il Vangelo degli Egizi, Il Vangelo
di Giuda, il Vangelo degli Ebioniti, il Vangelo di Erma o il Pastore. Ed ancora
secondo le mie personali ricerche, quello che risulta il più antico di tutti è
il Vangelo di Tommaso, il Vangelo di Barnaba è quello che risulta il più puro
e veritiero ed infine il Vangelo di Pietro, colui che è stato secondo la Chiesa
le sue fondazioni.
- Mentre mi accingevo a
chiudere questo capitolo, mi appare Giulia e con un sorriso smagliante mi dice:
“Mio amato Mikado, ho trovato nella stanza segreta della “Grande Biblioteca
Universale” il Vangelo di Pietro. Ho pensato che non era il caso di parlartene
ma, mi hanno colpito alcuni fogli sparsi che parlano della resurrezione del
Cristo. Ho letto attentamente questi foglio e successivamente tutto il Vangelo e
ritengo giusto che tu esamini questo importantissimo testo della resurrezione e
della storia di questo Vangelo.”- Guardo Giulia con tenerezza e colpito
dalla sua voglia di donare ricchezza al “Vangelo secondo Mikado”, acconsento di
esaminare il Vangelo di Pietro. Mi metto da una parte e dopo averlo letto, sono
d’accordo con Giulia della sua bellezza e di includere le pagine della
resurrezione di Cristo Gesù.
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La scoperta del Vangelo di Pietro
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Nell’inverno 1886-87, ad Akhmín (Panópolis),
nell’Alto Egitto, nella tomba di un monaco, fu trovata una pergamena
dell’VIII-IX sec. scritta in greco. Sebbene fosse priva di titolo, nessun
critico ebbe dubbi nell’identificare in essa il Vangelo di Pietro.
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Poiché l’opera è citata già prima del 190, si
propone, ma senza prove evidenti, la data tra il periodo 90-150.
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Testo sulla risurrezione nel Vangelo di Pietro
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E’ bene venire a conoscenza che lo scritto
originale era di lingua greco: “Si trovava poi là*
Giuseppe**, l’amico di
Pilato e del Signore, e vedendo che stavano per crocifiggerlo, andò da Pilato e
chiese il corpo del Signore***
per (la) sepoltura. Pilato avendo
mandato (qualcuno) da Erode, chiese il corpo di lui.”
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Là è la casa di Erode, dove, secondo il documento, il sovrano ratifica la
sentenza di Pilato (v. 1-2). - ** Giuseppe è Giuseppe d’Arimatea, figura
ben nota nei Vangeli canonici. *** Signore è un titolo divino ormai dato
a Gesù.
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Altre Verità alternative
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I Manoscritti del Mar Morto
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Sono stati scoperti per caso nel 1947 nelle
grotte della zona di Khirbhet Qùmran, costituiscono oggi un mezzo affascinante
per tentare uno studio sull’ambiente delle origine del cristianesimo. Partendo
dalla convinzione che non è possibile affermare assolutamente una dipendenza del
Cristianesimo da Qùmram, perchè comunque sono e rimangono diverse le dottrine,
non si può rifiutare a priori un possibile contatto, una reciproca conoscenza
che porta tali manoscritti al divino confronto con ciò che è scritto nei quattro
Vangeli ufficiali.
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La storia dei papiri di Nag Hammadi
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Nel Dicembre del 1945, Muhammad Alì, un contadino arabo era insieme ai su
fratelli nel labirinto delle grotte della città di Nag Hammadi, nell’alto
Egitto. Scavando la terra molle (uso fertilizzante) della montagna chiamato
sabakh, portano alla luce una grande giara rossa, che lasciano inizialmente
chiusa nel rispetto di non risvegliare uno spirito del male. Presi dallo stimolo
di trovarci dentro oro o qualcosa di prezioso, aprono la giara e rimasero delusi
alla scoperta di tredici volumi di papiro con una scrittura minuta, rilegati in
pelle antica.
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Passarono molti anni e un giorno Alì dichiarò
che sua madre, Umm-Ahmad, non essendo al corrente dell’importanza dei
manoscritti da loro trovati, bruciò ben tredici pagine dei famosi manoscritti
nel forno.
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Giulia, esiste una persona al mondo che crede a
questa storia?
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Mikado, per una conoscenza del pensiero degli
egiziani al riguardo le ricerche storiche e ben cosciente di comprendere quanto
per loro siano sacre, io non credo che il caro Alì, consapevole insieme ai
fratelli, di essere un “ricercatore archeologico”, abbia dato in consegna tali
preziosi manoscritti alla madre, senza avvertila della loro immensa importanza.
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Credo fermamente che il caro Alì si sia messo
d’accordo con i propri fratelli e dopo aver trovato una persona interessata ai
manoscritti, li abbia visionati e preso la decisione di comprarne solo la parte
che rappresentava il cuore della vita e insegnamenti segreti di Gesù il Cristo.
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Giulia, chi può essere il misterioso compratore?
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Mikado, quello che ho potuto vedere dall’interno della “Grande Biblioteca
Universale” è che un ragazzo intorno ai quaranta anni, ha comprato da Alì queste
tredici (forse mi sbaglio sul numero) pagine e ho visto questo ragazzo entrare
direttamente all’interno del Vaticano con una borsa e uscirne a mani vuote.
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Giulia, sai cosa cera scritto in quei preziosi
fogli che sono stati divisi dal resto del manoscritto?
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Mio amato Mikado, grazie alla possibilità di
starti vicino, mi è stato concesso la possibilità di leggere all’interno la
“Stanza della Luce” situata all’interno della “Grande Biblioteca Universale”
quei tredici fogli e ti posso garantire che sono ancora esistenti e ben
protetti.
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Quei fogli conservano il cuore dell’insegnamento
e della vita segreta di Gesù il Cristo, che ancora oggi non viene accettata
dalla Chiesa.
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Conoscenza del libro più caro del mondo
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E’ bene che veniate a conoscenza che esiste al
mondo un libro intitolato appunto “L’Apocalypse” che illustra la “Verità”
sulla vita di Gesù e Maria Maddalena per mano dei più grandi artisti esistiti al
mondo.
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Nel 1961, l’editore francese Joseph Forest,
proprietario della famosa casa editrice Livres d’Artistes, che presentava anche
opere di Picasso, Dalì, Utrillo, Cocteau e altri famosi artisti, pubblicò una
sola stampa di questo libro che venne venduto a un consorzio di collezionisti
per la sorprendente cifra di un milione di dollari (circa 1.000.000 di Euro).
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Tutto ciò che riguarda questo libro è speciale,
dai fogli di pergamena fatta a mano, alla copertina in bronzo scolpito
tempestata di pietre preziose.
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Scritto a mano e pesante 210 kg, al suo interno
ci sono illustrazioni di Dalì che immortalava una serie di acquarelli, collage,
acqueforti e opere multimediali ed in particolare un opera in cui si vede la
rappresentazione di attacchi alla discendenza di Gesù e Maria Maddalena che
immortalava Maria Maddalena con il tronco nudo e gli spietati chiodi romani
crudelmente conficcati nel ventre.
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