I Vangeli e altro ed i numerosi
riferimenti a Giacomo
Giuseppe Flavio,
“Antichità Giudaiche” XX, 9, 1: “Convocò una sessione del sinedrio e vi fece
comparire quel fratello di Gesù, detto Cristo, che si chiamava Giacomo.”
Paolo Epistola ai Galati I 19
(lettera alle Chiese della Galazia, controversia sul giudaismo) “E non vidi
nessun altro degli apostoli; ma solo Giacomo, il fratello del Signore.”
Eusebio Da Cesarea,
“Historia Ecclesiastica” III, 20, 1: “Della famiglia di Gesù rimanevano
ancora i nipoti di Giuda, detti fratelli suoi secondo la carne, i quali furono
denunziati come appartenenti alla stirpe di David”; “Historia
Ecclesiastica” II, 23, 4: “Giacomo, fratello del Signore, succedette
all’amministrazione della Chiesa.”
Marco VI 2-3:
“Si mise ad insegnare nella sinagoga. E molti, udendolo dicevano: non è
costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo e le sue sorelle
non sono qui fra noi?”
Matteo XIII 55:
“Non è questi il figlio del falegname? Sua madre non si chiama Maria e i suoi
fratelli, Giacomo ? E le sue sorelle non sono tutte tra di noi?”
1Corinzi IX 5:
“Non abbiamo noi il diritto di condurre attorno una moglie, che sia una
sorella in fede, come fanno anche gli altri apostoli, i fratelli del Signore e
Cefa?”
Matteo XXVII 56:
“Fra di loro c’era Maria Maddalena. Maria madre di Giacomo.”
Marco XV 40:
“Tra di loro vi erano anche Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo il
Minore.”
Marco XVI 1:
“Passato il sabato, Maria Maddalena e Maria madre di Giacomo”
Luca XXIV 10:
“Or quelle che riferirono queste cose agli apostoli erano Maria Maddalena,
Giovanna, Maria madre di Giacomo e le altre donne”
Eusebio Da Cesarea, “Historia ecclesiastica”
I, pp. 12, 5: “Poi Gesù comparve a Giacomo, uno dei suoi fratelli.”
Ecco infine ulteriori brevi informazioni sulla
figura di Giacomo, il fratello di Gesù, sulla sua importanza nella primitiva
comunità cristiana gerosolimitana e alcuni pareri degli studiosi un legame molto
particolare, evidentemente fraterno, fra Giacomo e Gesù si evince anche
nel loghion 12 del Vangelo di Tommaso*
che riporta:
I discepoli dissero a Gesù:
“Sappiamo che ti allontanerai da noi. Dopo di te chi ci farà da guida?”
Gesù rispose loro:
“Giunti a quel punto andrete da Giacomo, il Giusto**,
a cui spettano le cose che riguardano il cielo e la terra.”
* Altro
documento considerato di primaria importanza da numerosi studiosi tolto perché
era considerato scomodo.
** Gesù,
non ha detto: “ --- andrete da Giuseppe il Minore o Maggiore.”
Il 12° loghion del Vangelo di Tommaso
mostra chiaramente che nella volontà di Gesù il primato nell’avvicendamento
spettava al fratello Giacomo e non a Pietro come alcuni, erroneamente,
continuano a credere.
Inoltre numerosi documenti, anche canonici, fra cui il Libro degli Atti,
Epistole di Paolo e altri come ad. es. Protovangelo di Giacomo, Vangelo di
Filippo e altri, nominano apertamente Giacomo il Giusto, fratello carnale di
Gesù, come Capo della Comunità e Primo Vescovo della Chiesa di Gerusalemme.
Epistola di Giacomo
A Giacomo il Giusto, fratello del Signore - che
ricordo fu lapidato nel 62, su istigazione del sommo sacerdote Anano II e
denominato “il Minore” per distinzione da Giacomo “il Maggiore”, martirizzato
invece nel 44 sotto Erode Agrippa - viene anche attribuita una Epistola, scritta
intorno all’anno 60, la quale si compone di cinque capitoli. In essa sono
presenti inizialmente esortazioni alla costanza e all’importanza di accompagnare
la fede con le opere sulla vera e falsa sapienza, sulla pace, la concordia,
nonché numerosi ammonimenti ai ricchi senza cuore.
In Atti degli Apostoli XII 17
“riferite questo a Giacomo” Cefa (l’Apostolo Pietro) sente esplicitamente
il dovere di informare innanzitutto Giacomo della propria scarcerazione. È
ragionevole pensare quindi che l’autorità prima della Comunità gerosolimitana,
il primus apostolorum, non era Cefa ma Giacomo il Giusto, frater Jesus.
Inoltre sempre a proposito di Giacomo, Saulo e
Cefa, così si esprimono gli autori de “La Chiave di Hiram”, Robert Lomas
e Christopher Knight: “La pretesa avanzata da Paolo di godere del sostegno di
Simone Pietro era soltanto una componente dell’impalcatura di menzogne che egli
andava innalzando, perché fu lo stesso Pietro ad ammonire i discepoli contro
l’emergere di un’ autorità altra da quella nazorea:
“Pertanto siate assolutamente prudenti verso
qualsivoglia maestro, ché solo si deve prestar fede a chi rechi con sé la
raccomandazione di Giacomo, fratello del Signore, in Gerusalemme”
Le interpretazioni dei manoscritti del Mar Morto
attribuite a Robert Eisenman soccorrono l’ipotesi dell’identità di Paolo
con la “fonte di menzogne” che si scontrò con Giacomo, il “Maestro di
Giustizia”
Il manoscritto intitolato Pesher su Abacuc
accenna a un individuo che “fece versare su Israele acque di menzogna” e
“allontana i fedeli dalla retta via, conducendoli in un deserto senza strada”,
dove il gioco di parole costruito sul termine “strada” allude alla “trasgressione
dei termini di confine” della legge. Noi diamo credito all’ipotesi che
individua in Paolo il nemico di Giacomo.
Paolo è il “Menzognero”
che pronunciò il falso riguardo alla propria educazione fariseista, che inventò
la missione di Cristo, che predicò la funzione provvisoria della Legge e
autorizzò l’accesso alla chiesa agli individui incirconcisi.”
Luigi Moraldi annota:
“da sottolineare il rilievo straordinario dato alla persona di Giacomo, uno dei
fratelli del Signore.”
Marcello Craveri
così scrive interpretando il loghion 12 del Vangelo di Tommaso: “Il passo
ricorda le discussioni tra gli apostoli, su chi di loro fosse da considerare il
più grande.”
La tradizione di un primato di Giacomo,
fratello del Signore Gesù, o almeno di una sua autorità pari a quella di Pietro,
è confermata dagli Atti, dalle Lettere Paoline, dal Vangelo degli Ebrei, da
Gerolamo (Comm. in Mich. VII 7), da Eusebio (Hist. Eccl. II 3), dai
Philosophumena V 7, e, naturalmente, dai testi gnostici.”
Eusebio Da Cesarea,
“Historia Ecclesiastica” II, 23, 4: “Giacomo, fratello del Signore,
succedette all’amministrazione della Chiesa.”
Marco IX 34:
“Ed essi tacquero, perché per via avevano discusso intorno a chi fra di loro
fosse il più grande.”
Luca IX 46:
“Poi cominciarono a discutere su chi di loro fosse il più grande.”
Luca XXII 24:
“Fra di loro nacque anche una contesa: chi di essi fosse considerato il più
grande.”
Galati II 9:
“Giacomo, Cefa e Giovanni, che sono considerati i più autorevoli.”
Galati II 11:
“Quando Pietro venne ad Antiochia lo rimproverai perché aveva torto, poi
giunsero quelli che stavano dalla parte di Giacomo.”
Un primato assoluto di Pietro
è effettivamente discutibile, per numerosi motivi oltretutto in Marco VIII 33 si
legge:
“Gesù si voltò e, guardando i suoi discepoli,
rimproverò Pietro dicendo: Vattene via da me, Satana! Tu non hai il senso delle
cose di Dio, ma delle cose degli uomini.”
Matteo ribadisce in XVI 23
“egli, voltatosi, disse a Pietro: vattene via da me, Satana! tu mi sei di
scandalo, perché non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini.”
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