Il secondo ciclo di vita di Gesù
(da 07 a 14 anni)
Mi sono
stati raccontati dal mio Angelo Custode Francesco Marto.
Gesù a 7 anni con gli Esseni
Come detto sopra, fino a sei anni, Gesù è stato
cresciuto sotto l’insegnamento di papà Giuseppe, di mamma Maria e in
particolare dei Saggi insegnamenti dell’ultra centenario nonno paterno Giosùe.
All’inizio del secondo ciclo di vita è stato un
anno sotto l’insegnamento del Gran Sacerdote Hilleh nel Tempio di Gerusalemme e
vi garantisco che era già in grado di moltiplicare i pani e i pesci.
In questi anni, Gesù era conosciuto con il nome
di Joshua e ricevette una educazione basata sulla conoscenza dei comandamenti
della fraternità Essena.
Gesù stupì ancora i Grandi Saggi e andò oltre
imparando tutte le leggi già esistenti nel Suo divino e Cristico Spirito.
Gesù e la maledizione divina avvenuta a sette
anni e mezzo
Si potrebbe pensare che grazie ai suoi poteri
soprannaturali Gesù sarebbe potuto essere compagno di giochi utili e divertente
per altri bambini. Vi posso garantire che invece andava in collera facilmente e
che era meglio non farlo arrabbiare come solamente era capace Akiva.
Akiva, figlio dello scriba Anna, amava fare i
dispetti a Gesù e così lo andò a cercare e prese un ramo di salice per far
scorrere l’acqua pura raccolta da Gesù. Ciò lo irrita, e gli grida con rabbia:
“Malvagio, e insensato, dimmi che fastidio ti davano le fosse e le acque?
Ecco, siccome questa è la terza volta che mi fai i dispetti, ora anche tu
seccherai come un albero e non porterai né foglie, né radici, né frutto.”
La sua maledizione fece subito effetto e Akiva
cadde a peso morto! Gesù torna a casa, ma i genitori con Akiva in braccio,
bussano alla porta di casa e dissero a papà Giuseppe: “Hai visto ciò che ha
fatto tuo figlio Gesù. Ti ricordo che ieri lo a preso a calci e a schiaffi. Ora,
prego di dirgli di farlo ritornare in vita.”
Gesù era a pochi metri a raccontare l’accaduto a
mamma Maria e dopo aver ricevuto una dolce carezza materna, si mise in preghiera
e di incanto Akiva scese dalle braccia del riconoscente e felice padre e non
fece più dispetti a Gesù.
Gesù
a otto anni con Simone il Cananeo
Simone, recatosi in montagna, per raccogliere
legna, viene morso da una serpe ed è in pericolo di morte. Gesù rintraccia
mentalmente la serpe e gli ordina a risucchiare il suo stesso veleno e poi gli
dice: “Kunda, ora puoi morire.”
Gesù, abbraccia Simone e gli predice che, in
futuro, egli diverrà suo discepolo.
Gesù a nove anni con i due fratelli
A
raccogliere la legna insieme a Simone vi era anche i fratelli Andrea e Simone.
Mentre Andrea, stava spaccando della legna, gli scivolò dalle mani la scure e
andò a colpire il pollice del piede destro. Andrea, stava per morire dissanguato
quando Simone chiamò con il pensiero Gesù che intervenne immediatamente e
predisse anche ai due fratelli che sarebbero diventati suoi Apostoli.
Gesù
a dieci anni e quel banale incidente che da il buongiorno alla mia malattia
Eccomi
qui a raccontarvi come testimone diretto questa storia. In quel periodo nelle
mie antiche vesti di Daniele, unico fratello di sangue di Gesù, avevo circa
cinque.
Il ricordo è ancora vivo e vedo all’interno del
mio “Occhio interiore”, un bambino correre e la cosa sconvolgente è che malgrado
siano passati più di duemilasei anni, ancora ricordo il suo nome, Leo.
Quello fu il periodo che vidi e sentii sul mio
povero corpo i primi segni di salute e debolezza fisica.
Quella mattina eravamo due gruppi ben divisi,
uno semplice e l’altro pensante o saggio. Quello semplice era composto da me, da
Mario il Centurione e un bel gruppo folto di nipoti, mentre quello da me
chiamato il “pensante” era pochi metri distanti a noi ed era composto dai miei
fratelli maggiori Gesù, Tommaso, Giacomo, Davide e altri tre anziani che in quel
periodo seguivano fedelmente Gesù.
Mi ricordo che chiesi a Mario di fermarci nel
verde campo accanto a noi, al fine di ammirarne la sua bellezza naturale.
Tutto successe in una frazione di secondi,
quando all’improvviso sentii male un colpo tremendo dietro la spalla e in un
attimo mi vidi volare sospeso nell’aria ad ammirare il prato sotto di me.
Ricordo lo spavento di Mario. Mi girai con
fatica per vedere chi era la causa di tutto ciò e vidi Leo affannato dalla corsa
e dall’urto, mettersi le mani sui capelli per ciò che aveva fatto. In pochi
secondi ci fu il caos, malgrado la mia posizione e la mancanza di forze, il mio
sguardo era rivolto verso la strada e vide Gesù e il resto dei mie fratelli
venire di corsa verso di me. Gesù si arrabbiò con tutti e dopo aver compreso che
Mario e gli altri non avrebbero potuto evitare l’incidente, chiese allo stesso
Mario di portarmi a casa.
Non potrò mai scordare quello che successe in
pochi attimi.
Ero nelle robuste e sicure braccia di Mario il
Centurione, rivoltai il mio sguardo indietro e vidi Gesù che stava fissando
l’impaurito e povero Leo davanti a lui e gli disse: “Leo, hai fatto del male
al mio fratellino, non andrai oltre la strada che ai percorso!”
In una frazione di secondo, vidi Leo cadere a
terra a peso morto, guardai Mario e ben cosciente di sentire il mio povero corpo
in mille pezzi, gli chiesi di aiutare Leo. Mario mi rispose con il silenzio e il
suo caloroso abbraccio e in compagnia di un bacio sulla fronte bagnata di
sangue.
La sera, tutta la famiglia era intorno al mio
letto a cercare di tirarmi su, quando si senti bussare alla porta. Fu mia
sorella Asia che andò preoccupata ad aprirla e vedere per prima una scena già
vista altre volte: Un padre con un figlio senza vita tra le braccia e questa
volta era toccato a Leo. I miei lo fecero entrare e dopo aver ascoltato la sua
paterna e amorevole versione, io, gli chiesi di mettere Leo accanto a me e con
un filo di voce, chiesi a Gesù di farlo ritornare in vita.
Gesù guardò lo sguardo attento dei nostri
genitori e di tutti i nostri fratelli e poi, con occhi lucidi, si mise in
preghiera in ginocchio davanti al mio letto che ospitava il corpo senza vita di
Leo, il mio caro amico di giochi. La stanza era avvolta da un silenzio irreale e
questo fino al momento che Gesù si alzò, fece un segno di croce sulla fronte di
Leo e neanche il tempo di farmi un sorriso che vedemmo Leo alzarsi con un misto
di paura e sorriso e andarsene nelle calorose braccia del padre.
Gesù a dieci anni e la predizione a Giuda Iscariota
e a Longino
Giuda Iscariota era cugino di secondo grado
paterno di Gesù e da bambino soffriva di mal caduto o epilessia, che gli faceva
scatenare in lui paurose crisi demoniache.
Un giorno, si presenta a suo cugino Gesù,
insieme a un nuovo compagna di nome Gaio Cassio di tre anni più grande di Giuda
e sette anni da Gesù. Gaio, era il “figlioccio*”
di Mario il Centurione, amico della stessa famiglia di Gesù.
Tutti e tre i bambini si misero seduti su dei
grossi sassi a contemplare il meraviglioso paesaggio di Gamala, quando
all’improvviso Giuda, che era alla destra di Gesù, cadde in preda a furia cieca,
colpendo con un terribile calcio Gesù nel costato destro. Fu una delle rare
volte che Gesù si mise a piangere e ciò fece scattare in piedi Gaio Cassio che
prese un lunga canna di Bambolo in mano e fece fuggire Satana sotto forma
improvvisa di un terribile cane rabbioso.
Gesù
predisse a Giuda che sarebbe diventato la personificazione del tradimento e a
Gai Cassio, che sarebbe diventato la “Lancia di Dio”, meglio conosciuta con il
nome storico di Longino.
Gesù, rimase fino all’esperienza della
crocifissione con un livido sotto il costato, li, nel preciso punto che verrà
trafitto dalla lancia di Gaio Cassio meglio conosciuto dalla storia con il nome
di Longino**.
* Anticamente,
faceva parte dello Statuto Romano, usufruire della possibilità di adottare un
figlio e renderlo proprio “figlioccio”.
** Longino deriva
dal greco longké, che significa “lancia”.
Gesù a dieci anni: Attenti al lupo
Ormai Gesù si era fatta una reputazione non
buona ed era facile accusarlo di ogni evento negativo che succedeva a Bettlemme
piccola.
Un giorno, mentre giocava con Leo, Akiva, Yehuda
e Zeno su un tetto, Zeno, che era uno bambino vivace come Gesù, scivola e cadde
involontariamente dal tetto e muore. Scapparono tutti a casa dalla paura, mentre
Gesù, era l’unico rimasto a guardare curioso l’incidente successo a Zeno. In
pochi istanti tutti gli abitanti del paese giungono di corsa con a capo i
genitori di Zeno insieme a Giuseppe e Maria e vedendo Gesù sospeso sul tetto, la
madre di Zeno si rivolge a Giuseppe e Maria e gli dice:
Vedete vostro figlio che cosa ha potuto fare con
i suoi poteri soprannaturali?
Gesù udendo questa colpa e sapendo che non aveva
visto neanche la scivolata di Zeno dal tetto, scese di corsa e rivolgendosi al
corpo senza vita di Zeno gli disse:
In virtù del potere che mi è stato concesso da
Padre Unico dei Cieli, Zeno, riprendi vita e di ai tuoi genitori se sono stato
io a buttarti giù dal tetto?
Il corpo di Zeno ebbe un sussulto e subito dopo
lui alzandosi da per terra, guardò i genitori e successivamente Gesù e gli
disse:
“No Mio Signore, Tu non giocavi con me e non mi
hai buttato giù, ma mi hai risuscitato a vita nuova.”
Maria e Giuseppe si avvicinarono a Gesù e gli
diedero la loro mano e lasciando tutti increduli, se ne andarono verso casa.
Gesù a undici anni in soccorso di papà Giuseppe
Papà Giuseppe decise che era giunto il momento
di mandare a scuola Gesù affinché continuasse gli studi insieme ad altri
ragazzi.
Il Rabbino Levi chiese a Gesù di leggere
l’alfabeto e Gesù si rifiutò a tal punto che lo sfidò davanti a tutti dicendogli
con disprezzo:
“Se tu sei veramente un maestro in grado di
darmi una istruzione, dimmi il valore dell’alfa e io ti dirò quella della beta”
Il Rabbino Levi profondamente toccato e offeso
va da Gesù e gli dà uno schiaffo. Gesù, lo guarda con rabbia e senza versare una
lacrima gli dice:
“Che questa tua violenza si moltiplichi per
2.100 volte su di te.”
In un attimo il maestro cade all’indietro per
terra e dopo essersi ripreso non insegnò più Betlemme Piccola e si trasferi a
Heliapolis in Egitto.
Papà Giuseppe era molto addolorato e chiese a
mamma Maria:
“Non lasciarlo più uscire fuori da casa, perché
tutti quelli che lo fanno irritare cadono morti e bisogna supplicarlo per farli
ritornare in vita.”
Gesù a dodici anni al Tempio
Il grande miracolo di Gesù è stato quello della
parola viva.
Riusciva nella totale semplicità, ha disarmare
i dottori del Tempio e non ci fu un maestro della comunità Essena, uno scriba o
un fariseo che seppe competere con lui.
Gesù a tredici anni con i perfetti panni di
Salem
Gesu, mentre stava giocando a nascondino con
altri bambini, entra nella bottega del tintore Salem e per la fretta di
nascondersi butta tutti i panni che erano in attesa di tintura, all’interno di
una tinozza colma di colore indaco.
Alle grida di protesta del povero tintore Salem,
Gesù cerca di calmarlo e con un sorriso estrae i panni dalla tinozza, ognuno
tinto nell’esatto colore che gli competeva.
Salem
divenne successivamente il maestro d’arte di Gesù e Lui, era ben felice di
lavorare dentro la sua bottega.
Gesù a circa quattordici anni e il cambio lavoro
Salem
decide di partire per un viaggio di affari ed affida a Gesu l’attività e gli
spiega quale siano i capi di vestiario da tingere, durante la sua assenza.
Consigli e raccomandazioni a non finire che Gesu accetta di buon grado. Ed alla
fine Salem parte.
Gesu prende tutti i capi da tingere, in diversi
colori, e li caccia in una tinozza colma di colore azzurro. Poi abbandona la
bottega e se ne và a parlare con suo cugino Giuda.
Il giorno dopo, Salem ritorna a casa e rimane
allibito da ciò che vede e, malgrado Gesù ripristini i vari capi nei giusti
colori, gli tira dietro uno staio di legno che, cadendo a terra, si trasforma
immediatamente in un bel albero da frutta. Gesu scappa di corsa e si nasconde a
casa di suo cugino Giuda.
Passata l’arrabbiatura, Salem si rende conto di
non aver subito danni e si pente di essere stato troppo impulsivo nei riguardi
del suo figlioccio Gesù e va a casa sua a prenderlo e tutto ritorna normale.
Gesù
predice a Salem che sarebbe diventato uno dei suoi settantadue Discepoli.
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