Il terzo ciclo di vita di Gesù (da  14 a 21 anni)
 
Il morso del serpente a nostro fratello Giacomo
Mentre stavamo facendo una passeggiata, Giacomo, viene morso da una vipera e cadde a terra moribondo. Gesù, capii subito la gravità del veleno e prima guarisce nostro fratello maggiore Giacomo soffiando sopra la morsicatura e successivamente blocca la fuga del serpente e gli dice:
 
“Kunda, che tu possa scoppiare”
 
 Il serpente si gonfia e disintegra in un attimo.
 
Gesù, predice a Giacomo di fare parte del divino gruppo.
 
Il carpentiere morto
Papà Giuseppe, prese un buon lavoro che era quello di costruire un bella casa di legno. Durante la costruzione, un carpentiere di nome Madil, muore a causa di una debole impalcatura.
 
Gesu, mentre stava portando dell’acqua a papà Giuseppe, vede la caduta di Madil e dopo aver compreso che era morto, lo prende per mano e lo risuscita a vita nuova.
 
Gesù e il salvataggio di Giuda Taddeo
Ricordo che in una bellissima mattina di primavera, io, Gesu, i nostri cugini Giuda Taddeo, Giovanni, Giacomo, Simone e il nostro amico Nathanaél, eravamo tutti seduti in uno di quei speroni di montagna che hanno reso famosa la città di Gamala, a contemplare in silenzio il divino paesaggio davanti a noi, quando apparve dal nulla un grosso serpente che sollevò il sasso in cui era seduto Gesù e lo scaraventò nel vuoto davanti a noi.
Il mio ricordo è limpido e ancora è viva l’immagine in cui Giuda Taddeo si gettò nel vuoto e prese per il braccio sinistro Gesù che dal colpo urtò con il viso contro una roccia. L’urto, fece uscire il sangue dal naso di Gesù e Giuida non ci pensò un attimo a togliersi la sua maglietta bianca e bloccare la forte fuoriuscita del sangue nasale.
Dopo l’attimo di paura, Gesù guardò il grande serpente che fuggiva in discesa verso lo strapiombo e senza dire una parola il serpente venne calamitato all’insù per arrivare davanti ai piedi di Gesù che gli disse: “Kunda, o sotto i miei piedi o sotto il grande sasso che hai sollevato, scegli tu la tua fine.”
In un attimo, vedemmo il serpente infilarsi sotto il grande sasso e dopo averlo mosso fino al precipizio si mise velocemente davanti a lui e morì travolto schiacciato.
 
Gesù, commosso dal gesto di Giuda, gli predisse che sarebbe diventato suo Apostolo e che avrebbe immortalato su un telo la sua immagine*.
Entrambe le predizioni si sono avverate e fanno ora, parte della storia divina di Gesù il Cristo.
 
* Il Mandylion o fazzoletto è custodito nel duomo di Torino, ed è impressa l’immagine del volto di Gesù. Documenti storici indicano l’Apostolo S. Giuda Taddeo colui che portò ad Edessa l’immagine che conserva “la fisionomia della forma umana di Gesù”.
 
Gesù a 15 anni e il grande regalo di Mario il centurione
Il mio ricordo nelle vesti di Daniele, fratello di sangue di Gesù è ancora vivo in me e limpida è l’esperienza che sto per narrarvi.
Mi ricordo che Mario il centurione, venne a casa nostra per salutare l’arrivo di Gesù dalla lontana India. Dopo aver abbracciato me e Gesù, chiamò i miei genitori per avere da loro l’autorizzazione di darmi un regalo speciale. In quel periodo io avevo sette anni e per un disegno divino, una misteriosa malattia aveva toccato il mio povero e infantile corpo rendendolo giorno dopo giorno sempre più debole.
Qualcuno si domandava il perché i poteri di Gesù non funzionavano su di me e credetemi se vi dico che ogni volta che il male mi faceva soffrire, lui mi guardava e scappava piangendo e una volta che rientrava gli dicevo queste parole: “Gesù, questo è il volere di nostro Padre che è nei Cieli e noi dobbiamo rispettarlo. Lui ha scelto per me un disegno a noi incomprensibile e io l’ho accetto e chiedo a te, mio amato fratello e Signore di fare altrettanto.”
 
La risposta di Gesù era un immenso abbraccio che si staccava dopo la mia supplica: “Attento a non stringere troppo altrimenti questo mio povere corpo si sgretola nelle tue braccia.”
 
E giù una grande e familiare risata.
Vedemmo Mario che assicurava i nostri genitori e diceva a loro di stare tranquilli e sentimmo la sua sonante voce dire: “Vedrete che questo regalo venuto da Roma, sarà un ottimo compagno di giochi e di vita per Daniele” Poi si rivolse a me e a Gesù e disse: "Daniele, il suo nome è Book e un Terranova, ora lo faccio entrare."
 
Sorpresa delle sorprese, anzi è meglio che dico gioia delle gioie nel vedere entrare Mario il Centurione con quel grande batuffolo nero con una grande striscia bianca sulla testa tra le sue grandi mani che appena entrato in casa iniziò ad abbaiare in modo gioioso nei miei confronti e senza rendermi conto io, dissi queste parole:
 
                                                                                    
                                                     “E’ lui il mio amico che vedo nei miei sogni, si e lui il mio amato Book!”
 
Erano tutti stupiti dalla mia esclamazione di preveggenza e da ciò che dissi e dal nulla sentimmo la voce di Gesù che disse:
“Grazie Padre, per aver ascoltato il desiderio del nostro amato Daniele.”
 
                                                                 
Questa immagine immortala da sx a dx Nicodemo che parla con Gesù  e io, nelle mie antiche vesti di “Suo Fratello” Daniele, in compagnia del mio amato Book.
L’immagine mi è stata consegnata nel 1996, dalla mia carissima amica Laura Bendandi come “dono” da parte di Sai Baba: Consegnala a Daniele o meglio Mikado Francesco.
 
Gesù e il serpente Kundalini
Durante una bellissima e calda giornata di Aprile, mentre stavo passeggiando con Mario e Gesù, vedemmo il mio cane Book abbaiare e girare su qualcosa che era per terra, per poi abbaiare verso di me, come se volesse avvisarmi del pericolo. Mi voltai verso Mario e Gesù e li vidi tutti presi nel dialogare tra di loro e mi accorsi che non si erano accorti di ciò che Book stava cercando di dirci. Mi avvicinai verso il punto in cui Book abbaiava e ad un tratto senti all’altezza del polpaccio un calore e dal nulla vidi un serpente che cercava di scappare da Book. Lanciai un grido e vidi Mario e Gesù venire verso di me, mentre ero rivolto per terra con accanto Book che piangeva. Il serpente si allontanava, ma purtroppo per lui, non fece i conti con la persona che mi amava oltre ogni cosa: Gesù!
 
Mentre Mario aveva stretto con la sua cintura il mio polpaccio, Gesù fece tuonare nell’aria la sua possente maledizione verso il serpente che tentava di scappare dal suo triste destino: “Che tu sia maledetto Kundalini per aver morsicato il mio amato fratello e possa terminare qui il tuo strisciare sulla terra!”
Fu un attimo e il serpente o Kunda come venne chiamato da Gesù, terminò la sua fuga e venne addentato da Book e scaraventato a destra fuori dalla strada da noi occupata.
 
Gesù si inchinò verso di me e appoggiando le mani sul punto morso si mise in preghiera e disse: “Padre non voglio guarire ciò che non posso, ma ti prego dammi la forza e il potere di guarire questo male”. D’incanto la ferita si chiuse e in piena felicità di Mario e Gesù, ripresi a giocare felicemente con il mio amato cane Terranova Book.
 
Gesù in India dall’età di 16 fino a 20 anni
La Bibbia non ci racconta quello che Gesù fece tra i dodici e i trent’anni, ma è bene che veniate a conoscenza che in India, nel caro e tormentato Kashmir e nel Tibet, c’è una tradizione antica, secondo cui Gesù abbia assorbito o “risvegliato” da Saggi Maestri spirituali i giusti insegnamenti per prepararlo per la sua divina missione.
A sedici anni, va insieme ai saggi Esseni e Tommaso a Ciprio, dove conosce Sarah, il suo primo amore, colei che muore dopo aver messo al mondo Josep o Gesù il Piccolo.
Il gruppo si sposta successivamente in terre come il Pakistan, la Siria e la Caldea in Mesopotamia per poi continuare il percorso in India insieme al principe Ravama a Orissa. Imparò nel Tempio Jagannath i Veda attraverso il contatto stretto con i Grandi Saggi di tutte le religioni dell’Orissa. A Benares sul Gange Gesù imparò l’arte della guarigione miracolosa e a scacciare gli spiriti cattivi dal corpo degli uomini con l’aiuto della preghiera, dal più grande guaritore Indu di nome Udraka.
Aveva passato i diciassette anni quando decise di andare a leggere i sacri manoscritti custoditi nel monastero di Lhasa nel Tibet ospite del Grande Saggio d’oriente Meng Ste. Il viaggio di Gesù, proseguì verso Srinagar in Kashmir, ed insegnò a tutti gli uomini la nuova dottrina; rimase circa tre anni tra gli abitanti di Ladak: insegnò loro a guarire e come mettersi in pace costruendo il paradiso in Terra. Si spostò verso Lahora, una città dell’Hand, la Terra dei cinque fiumi in Kashmir.
 
A venti anni, andò per un breve periodo anche a Xian in Cina e comprese che era meglio allontanarsi da quella terra guidata da uomini di potere spirituale e materiale e decise di proseguire verso nord al fine di andare ad assorbire grandi insegnamenti spirituali con asceti che vivevano in misteriose grotte situate nella sconfinata terra della Siberia.
 
 
         
 
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