I figli della santa coppia e la nascita dei Templari
 
Sarah si sposò e insieme alla famiglia del marito fondarono il primo Ordine dei Templari, con l’unico scopo di custodire il Sacro Graal.
Gesù il Piccolo o Giovane conosciuto anche con il secondo nome di Giacomo il Giusto  si diede al predicare il Vangelo insieme al suo fratellastro Josep in arte Bar-abba, primo figlio di Gesù avuto attraverso il suo rapporto giovanile con Sarah di Cipro. Entrambi i fratelli vivevano  le spontanee guarigioni Taumaturgiche ereditate dai Suoi divini genitori.
Su Giuseppe, ultimo figlio di Gesù e Maria Maddalena nato in Francia, nacque la dinastia che con la successiva nascita di Giosuè sarebbe proseguita attraverso Aminadab e successivamente nei Merovingi l’immediata creazione della più potente Associazione chiamata “il Priorato di Sion” al fine di proteggere il Santo Graal.
 
Il nuovo ordine dei Templari
I templari fondati dalla famiglia di Sarah, figlia di Gesù e Maria Maddalena, non erano gli stessi creati su un ordine religioso combattente nel 1119 a Gerusalemme, dopo la prima Crociata. Come detto sopra i primi Templari di Agarthi o dei “Templeisen” erano Custodi solo del sacro Graal, mentre i successivi erano frati che impugnano la spada, ben coscienti di aver fatto il triplice voto di “povertà, castità e obbedienza” alla Chiesa.
 
Il vero fine dei Templari
Vari documenti e manoscritti sui Catari e Templari, sono racchiusi nella Stanza segreta N° 777-1 della Grande Biblioteca Universale” e ora vi porto a conoscenza di quello che ritengo il meglio di questi documenti.
Fin dall’inizio i nuovi Templari avrebbero costituito un Ordine di carattere iniziatico, sul modello dei Templari di Agarthi o dei “Templeisen” veri Custodi del Graal; il loro obiettivo, voluto da Bernardo di Chiaravalle, era quello di recuperare qualcosa nascosto in Terra Santa.
 
La loro regola
Nove anni dopo la loro fondazione il Concilio di Troyes (1128) stabilisce la Regola.
Bernardo di Chiaravalle ha inventato il codice di comportamento della nuova Cavalleria e l’ha scritto pensando ai Templari. Li ha voluti poveri e anonimi. Il loro motto dice “Non a noi, o Signore, ma al Tuo nome dà gloria”. Così poveri che sul loro sigillo sta impressa l’immagine di due uomini su un solo cavallo.
E’ vero però che questa metafora ha altre interpretazioni: la convivenza del monaco e del guerriero nel Templare, il doppio combattimento contro i nemici diabolici e quelli terreni, persino la professione nascosta di omosessualità.
 
La loro Regola dice comunque che dovevano prendere il pasto a due a due da una sola scodella e sempre a due a due* dovevano uscire dalle Commende per difendersi meglio dagli agguati e dalle tentazioni.
 
Nel 1113 Bernardo di Chiaravalle scrive il “De Laude Novae Militiae”, manifesto della loro attività. Il legame tra Bernardo e i Templari è subito strettissimo, tanto che possiamo considerarli quasi il braccio armato dell’Ordine dei Cistercensi cui Bernardo appartiene. Bernardo è l’uomo dalle due spade, quella spirituale e quella temporale che devono integrarsi. Disprezza la Cavalleria, dalla quale del resto proviene, e sogna di incanalarne lo spirito violento nel servizio di Dio.
 
* Stesso sistema di vita dei Catari.
 
Il vero significato del mantello dei Templari
I Templari portano il manto bianco di Citeaux e, in seguito, avranno una croce rossa sulla spalla sinistra. I “sergenti” e gli scudieri vestono di scuro. Anche il loro vessillo, il Baussant, è bianco e nero, secondo quella dialettica luce-buio che forse risale al Vangelo di Giovanni:
“E la luce nel buio appare e il buio lei non comprese”.
 
L’America e le sconvolgenti scoperte dei Templari
A seconda dei documenti e manoscritti letti, nei sotterranei del Tempio di Salomone essi avrebbero rinvenuto l’Arca dell’Alleanza, o i segreti costruttivi che permisero di edificare le grandi cattedrali gotiche o ancora certe carte segrete che indicavano la rotta per le Americhe o tutte queste cose insieme. Nel volume “Les Templiers en Amérique*”, Jacques de Mahieu afferma che essi avrebbero raggiunto di nascosto il Nuovo Continente tre secoli prima di Colombo partendo dal porto di La Rochelle. Una volta giunti dall’altra parte dell’Oceano avrebbero sfruttato le miniere d’argento del Messico, procurandosi le immense quantità di denaro che servirono, fra l’altro, a finanziare la costruzione delle cattedrali.
 
I Templari e la sacra Sindone
Dai Catari avrebbero ricevuto il Sacro Graal, poi trasportato in Francia e ora celato in qualche cripta del castello di Gisors; durante la battaglia di Acri avrebbero avvolto le spoglie del loro comandante in un lenzuolo conosciuto poi come la Sindone; in Italia avrebbero edificato Castel del Monte, attribuito erroneamente a Federico II; sarebbero stati al corrente dei più nascosti segreti dell’alchimia e della vera natura di Gesù.
 
* I Templari in America.
 
I Templari e l’uranio
I Cavalieri Templari avevano scoperto nella miniera del villaggio di Rennes-le-Chateau, un materiale di enorme valore, che però poteva anche uccidere: l’uranio. I Templari hanno assunto  operai stranieri, perché, se fossero comparsi segni sospetti di contaminazione si sarebbe potuto rispedire in patria gli uomini colpiti o lasciarli morire sul posto.
 
Secondo la maggior parte dei manoscritti, portano a conoscenza che i Templari avevano raggiunto la massima conoscenza per utilizzare l’uranio: lo usavano per uccidere lentamente. Questo spiega perché i nemici dei Templari morirono quasi tutti nello stesso anno in cui salì sul rogo l’ultimo Gran Maestro Jacques de Molay (1314) e i documenti sono chiari nell’affermare che sono morti per cause misteriose.
 
I Templari e il grande tesoro da custodire
I Templari non erano ricchi in partenza ma, erano Custodi di un tesoro inestimabile e senza dubbio pericolosissimo per quel tempo.
 
Volete sapere quale era il grande tesoro?
L’assoluta certezza provata da prove che Gesù non era morto in Croce e che inoltre ci furono prove della sua presenza in Francia nell’anno 45.
 
La scoperta di tale Verità creò un terribile terremoto e qualcuno di misterioso pagò somme incredibili ai Templari affinché non divulgassero tale Verità.
 
La fonte del grande tesoro materiale
 
Chi era in grado di pagare l’impossibile al fine di non divulgare la notizia?
Queste enormi quantità di denaro vennero dall’unico luogo a cui potesse interessare che questa sconvolgente notizia rimanesse segreta: Il Vaticano.
Pensate che cosa sarebbe potuto accadere in quel tempo se avessero divulgato la notizia che Gesù non fosse morto per espiare le colpe dell’umanità e non fosse risorto.
Beh, credo sinceramente che sarebbe caduto (e cadrà) il dogma principale della Chiesa Cattolica.
 
I Templari, creatori della carta di Credito
I Templari erano ricchissimi e potenti, un vero Stato nello Stato e non soltanto in Francia, dove pare fossero quindicimila. Prestavano e custodiscono soldi, sono stati i primi ad aver usato le lettere di credito.
 
Pratiche Templari
Ho scoperto che vari manoscritti affermo che i Cavalieri Templari sputavano sul crocifisso poiché sapevano con certezza che Gesù non era morto sulla croce e quindi quel simbolo secondo loro  era un’autentica  falsità. Inoltre affermano che i Gran Maestri Templari tenevano questa prova inconfutabile tra il loro immenso tesoro e che soprattutto ebbero questa prova dai Catari.
 
L’eredità dei Catari
Il 15 marzo 1244, cadde Montségur, la fortezza più importante dei Catari e in quel momento riuscirono a portare via bauli immensi di oro e argento è soprattutto il vero tesoro: I documenti che dimostravano la continuità di Gesù dopo la crocifissione e di sua Moglie Maria Maddalena, e dei figli Sarah e Gesù il Piccolo.
 
Dove portarono questo tesoro di enorme valore?
Dai Cavalieri Templari a Rennes-le-Chateau, che distava solo una mezza giornata di viaggio e grazie al fatto che una moltitudine di Cavalieri Templari erano Catari.
 
La rabbia del re di Francia, Filippo il Bello
Tanta ricchezza e tanta potenza eccitano la rapacità di Filippo il Bello e determinano la fine dell’Ordine. Il re di Francia infatti, già scomunicato nel 1303 da papa Bonifacio VIII, pensa che invece di restituire i capitali che gli erano stati prestati per condurre le varie guerre con Aragonesi, Inglesi e Fiamminghi, sia più economico eliminare l’Ordine dei Templari e impossessarsi dei loro beni. Viene dunque istruito un processo-farsa per eresia* contando sulla testimonianza di due templari espulsi. Li si accusa di essersi dati a pratiche diaboliche, di idolatria verso la testa magica di Bafometto, di sodomia e di riti iniziatici che comportano il bacio dell’ano del Maestro e lo sputo sul Crocefisso.
Sottoposti a tortura molti di loro confessano, persino il Gran Maestro. Ciò che stupisce è la loro arrendevolezza. Tutti o quasi si fanno prendere senza opporre resistenza. Forse Giacomo de Molay contava sulla protezione del Papa, ma Clemente V non sa o non può opporsi ai voleri del sovrano francese.
 
Anno 1312, la fine dei Templari
Come fu un Concilio, quello appunto del 1128, a sancire ufficialmente le regole dell’Ordine, fu quello di Vienne del 1312 - a sopprimerlo.
 
A determinare lo “scioglimento” dei Templari fu una serie di concause. Nel 1291, con la caduta di Acri, scompaiono infatti i regni latini in Terra Santa.
 
* Durerà ben sette anni, dal 13 ottobre 1307, al 1314.
 
Nel 1303 i Templari sono battuti sull’isolotto di Ruad e tornano in Europa. Qui li aspetta il vero martirio. Nei quasi due secoli trascorsi in Terra Santa, hanno perso sette Gran Maestri in combattimento, cinque in seguito a ferite e uno nelle prigioni saracene. Dunque tredici, sui ventitrè Gran Maestri di tutta la storia dell’Ordine. L’ultimo, Giacomo de Molay, si prepara a rendere più forte l’Ordine nella Francia di Filippo il Bello. Porta con se il tesoro dell’Armata di Oriente. E la bolla papale del 1312 scioglie l’Ordine senza prove ma per legittima suspicione. Giacomo de Molay, che potrebbe salvarsi, ritratta la confessione resa e viene condannato al rogo. Ormai sa che le due spade di Bernardo, quella temporale del Re e quella spirituale del Papa, si sono integrate e volte contro l’Ordine.
 
I Grandi Maestri Templari
Hugues de Payns (1119-1136) - Robert de Craon (1136-1147) - Evrard des Barres (1147-1151) - Bernard de Tramelay (1151-1153) - Andrè de Montbard (1154-1156) - Bertrand de Blanquefort (1156-1169) - Philippe de Naplouse (1169-1170) - Eudes de Saint-Amand   (1170-1180) - Arnaud de Toroge (1180-1184) - Jean de Terric (1184-1188) - Gérard de Ridefort (1184-1189) - Robert de Sablé (1189-1193) - Gilbert Erail (1193-1200) - Philippe de Plaissiez (1201-1209) - Guillaume de Chartres (1210-1218) - Pierre de Montaigu (1219-1232) - Armand de Périgord (1232-1244) - Richard de Bures (1244-1247) - Guillaume de Sonnac (1245-1250) - Renaud de Vichiers (1250-1252) - Thomas Bérard (1252-1273) - Guillaume de Beaujeu (1273-1291) - Thibaud Gaudin (1291-1292) e infine per ultimo il
 
Il Grande Jacques de Molay (1292-1314).
 
Giacomo de Molay, ultimo Gran Maestro dei Templari
Il 18 marzo 1314, all’ora del Vespro, Molay e Goffredo di Charney, precettore di Normandia, che si dice custodisse la Sacra Sindone, salgono sul rogo che gli sgherri di Filippo il Bello hanno approntato su un’isoletta della Senna. Abbandonano il bianco mantello perché le fiamme non lo tocchino e vengono legati al palo.
 
La maledizione Templare
Prima di morire, il Gran Maestro dei Templari aveva predetto la morte del Papa entro 40 giorni e il re entro l’anno. Trentasette giorni dopo il supplizio moriva Clemente V. Otto mesi dopo, lo seguiva Filippo il Bello.
 
Esistono ancora i Templari
La mia risposta e si e non credo che alla soppressione dell’Ordine voluta dal Concilio di Vienne si siano dispersi ma sono sicuro che hanno continuato la loro attività esoterico-economica nel più assoluto segreto e sono sicuro anche di un’altra cosa che sento di affermare ad alta voce: I Templari vivono in me e in ogni ricercatore di Verità e credo fermamente che lo Spirito dei ventiquattro Gran Maestri sopra indicati, si sia incarnato in questa nuova generazione che sta lottando per portare la “Grande Verità” alla portata di tutti.
 
Domanda: Pensate che non sia possibile che uno di noi sia stato precedentemente uno di loro? 
Io, Mikado Francesco la mia risposta l’ho avuta e la conservo nel mio piccolo cuore e voi?
 
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