- L’antico
pensiero della Chiesa sulle donne
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Prima di andare nella profondità della
conoscenza della cara Maria Maddalena, credo che sia importante farvi
comprendere ciò che viveva lei e in particolare l’essere donna in quel
periodo totalmente immerso nel maschilismo.
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Durante il mio girovagare all’interno della
“Grande Biblioteca Universale”, ho letto un documento nella “Stanza segreta
n°888” che afferma il lucido pensiero della Chiesa antica in cui testimonia
che l’inferiorità della donna è insita nel significato stesso della parola
femmina:
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“Sappiate che il termine femmina,
deriva da fe minus. Fe= fides o fede; minus=meno;
perciò femmina= colei che ha meno fede.”
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Gli inquisitori affermavano che quasi tutti
i regni della Terra sono caduti a causa delle donne*,
che esse sono per natura bugiarde, adescatrici ed assassine e che “il loro
parlare, è più viscido dell’olio, ma poi è più amaro dell’assenzio.
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Vale la pena di ricordare le drammatiche ed
amarissime parole di Ernst Bloch nel 1936: “ le donne non possono entrare
in Chiesa con le braccia nude, tuttavia ebrei nudi possono scavare la
propria fossa.”
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Ricordiamo ancora che quando i sacramenti si
cristallizzarono nel numero di sette (XII sec.), il matrimonio venne
considerato a parte, in quanto utile solo come rimedio contro il peccato e
privo della capacità di trasmetter grazia alcuna.
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- * Il loro punto
di forza era Troia.
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Nelle Costituzioni apostoliche*
si dice: “Noi non concediamo che le donne esercitino in Chiesa il
ministero dell’insegnamento; esse devono solo pregare ed ascoltare i
maestri. Poiché il nostro maestro e signore Gesù Cristo ha inviato soltanto
noi dodici per ammaestrare il popolo ed i pagani e mai invece ha inviato
donne, quantunque non ne mancassero. C’erano infatti con noi la madre del
signore e sua sorella e anche Maria Maddalena, e Maria di Giacomo e Marta e
Maria, le sorelle di Lazzaro, Salomé ed alcune altre. Se pertanto fosse
stata cosa conveniente, egli stesso le avrebbe chiamate. Ma se l’uomo è il
capo della donna, non è opportuno che il resto del corpo domini il capo.”
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Le donne dovevano sempre restare e pregare
in silenzio poiché “non e concesso alla donna di parlare in Chiesa”.
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Le donne non esercitano i ministeri
sacerdotali perché “la madre di Gesù non ha battezzato il proprio figlio”.
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Il pensiero della prima Chiesa Romana verso
le donne lasciava riflettere. Quinto Tertulliano sosteneva la regola per
cui:
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“Non è permesso a una donna di parlare in
Chiesa, né le è permesso di battezzare, né di offrire l’Eucarestia, né di
rivendicare per sé una parte in qualsiasi funzione maschile, meno che mai
nell’ufficio sacerdotale.”
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- * Raccolta del
IV sec. inserita nel Decreto di Graziano del 1140.
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Tertulliano dispone che le donne non
insegnino e non battezzino in quanto egli seguiva semplicemente le opinioni
espresse dai capi della Chiesa prima di lui, in particolare Pietro e Paolo.
Nel trattato copto “Pistis Sophia*”
Pietro protesta contro la predicazione di Maria Maddalena e chiede a Gesù di
farla tacere, di impedire di minare la sua supremazia. Gesù invece
rimprovera Pietro e Maria più tardi confessa: “Pietro mi fa esitare. Ho
paura di lui perché odia la razza femminile.”
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Al che Gesù replica: “Chiunque sia
ispirato dallo Spirito, deve parlare per decreto divino, sia esso uomo o
donna.”
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La Pistis Sophia 26:17-20.
Gesù intervenne durante un attacco di
Pietro nei confronti di Maria Madalena e disse: “Maria, tu benedetta,
a cui rivelerò tutti i misteri, parla francamente, tu sei colei il cui cuore
è più rivolto al regno dei Cieli che quello di tutti i tuoi fratelli.”
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Opponendosi alla presenza di Maria fra i
discepoli, Simon Pietro nel Vangelo apocrifo di Tommaso disse loro: “Che
Maria Maddalena se ne vada, giacché le donne non sono degne di
vivere.”
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Invece fu dato grande risalto
all’insegnamento di Paolo nel Nuovo Testamento: “La donna impari con
silenzio, in ogni soggezione. Ma io non permetto alla donna d’insegnare, né
d’usare autorità sopra il marito, ma ordino che stia in silenzio” (1
Timoteo 2:11-12) .
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Laodicea, nel sinodo del IV secolo, dichiara
che “le donne non possono avvicinarsi all’altare”.
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- * La
Saggezza della Fede.
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Il sinodo di Nimes come pure Papa Gelasio
nella lettera del 494, ed i sinodi di Nantes (658), Nibisi (orientale 485),
Aquisgrana (798) proibiscono categoricamente il ministero sacerdotale delle
donne.
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San Bonifacio, disse che le donne non
possono cantare in Chiesa.
- La
seconda pseudoisidoriana* attribuita a Papa Sotero (168-177), che
ordina che alle donne sia impedito di toccare vasi e lini santi. Tale
divieto, venne ripresa da Graziano nel 1140 ed è rimasta fino ad oggi tra i
documenti di maggior importanza per combattere la “pestilenza” costituita
dalle monache e dalle donne in generale.
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- Clemente Alessandrino, stabilendo persino come le
donne devono vestirsi e comportarsi, definisce la donna come oggetto di
vergogna a tal punto che l’obbliga di mettersi il velo, quando esce fuori
di casa.
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Ricordiamo che ancora nel 1917 il Codex Iuris Canonici (C.I.C.) stabilisce
che mai il ministrante alla messa sia una donna e “sotto pena di peccato
mortale è proibito che la donna che ministra**
si avvicini
all’altare”.
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- E
per terminare il concetto sulle donne, vi porto per la terza volta in questo
libro la conoscenza dei primi tre gruppi ufficiali più vicini a Cristo Gesù
e calcoliamo quanti siano gli uomini e quante le donne.
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- * Lettera falsa scritta nell’850
ca.
- ** Lo può fare solo nel caso ci
sia una giusta causa.
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