Il rispetto di un antico ricordo
 
Devo fermarmi a pensare all’Egitto e alla Piramide di Cheope e anche, alla Grecia.
Sento di chiudere gli occhi e visualizzare al meglio i continui ricordi che mi portano indietro di duemila anni e di portarvi a conoscenza di un punto importante della vita di Gesù. Si, vi devo raccontare ciò che è successo prima dell’evento delle nozze di Can tra Gesù e Maria.
Ricordate il matrimonio di Gesù con Sarah e con loro l’evento della nascita di Josep e la tragica fine di Sarah?
Bene, dovete sapere che Gesù e colei che è conosciuta con il nome di Maria Maddalena si erano promessi fin dal primo momento che si erano conosciuti ma, quell’evento vissuto a Cipro ha cambiato totalmente la loro vita.
 
Il primo matrimonio di Maria
Quando Gesù ebbe Josep da Sarah, aveva diciassette anni e io, nelle vesti di Daniele ne avevo dodici e Maria Maddalena aveva la mia stessa età. Anche in questo caso, dobbiamo spostare l’età a più sette e pertanto arriviamo ad un’età di diciannove anni, giustificabile per quel tempo per unirsi e sposarsi. Si, avete letto bene, io, Daniele figlio di Giuseppe e Maria, fratello di sangue di Gesù, sono stato il primo marito di Maria Maddalena, la donna per eccellenza, di tutte le galassie. Noi, ci siamo amati di un amore irreale, che non si consumò con l’atto sessuale, perché entrambi eravamo grandi Rabbi di un “qualcosa*” di speciale donataci da Dio. Il nostro era un amore che riusciva a colpire anche i più accaniti nemici di Gesù.
 
 
* Il pieno controllo della Kundalini e di tutte le pratiche sessuali ereditate durante la nostra nascita, all’interno della Grande Piramide di Cheope.
 
Che strana vita è stata quella mia e di Sarah, abbiamo vissuto accanto a due essere divini e con il nostro amore e le nostre vite, abbiamo preparato la strada al grande matrimonio tra Gesù e Maria Maddalena.
 
Il mio ultimo desiderio in vita
Era l’anno ufficiale 23 d.C. e ricordo che la mia salute si andava sempre più aggravando e in casa non c’era un’aria serena, tutti erano preoccupati per me, perfino il mio amato Book, se ne stava accanto al mio letto e da giorni rifiutava da mangiare.
La mia famiglia aveva creato una protezione intorno a me e nessuno poteva entrare dentro la nostra casa a parte Mario il centurione, sua moglie Marian, Nicodemo il dottore, sua moglie Agleh e Anurb, la loro unica figlia, nata a Betlemme, nello stesso giorno in cui sono nato io e Maria.
Anurb, ben cosciente dell’amore tra me e Maria, affermava apertamente di essere pazzamente innamorata di me, ma che era un amore che andava oltre al sentimentale, un amore immortale, unico, fedele e divino. 
Ricordo un giorno in cui mi venne a trovare Mario il centurione e sua moglie Marian e Nicodemo con la dolce Anurb. Vedevo a distanza i loro occhi triste e malgrado ciò mi trasmettevano serenità e fu proprio quel sincero amore nei mie confronti che mi portò a chiamare intorno a me la famiglia.
I miei familiari, a parte mio padre Giuseppe,  che ci aveva lasciato da sette anni ma che sentivo molto vicino a me, erano tutti presenti, c’era mia madre Maria, Gesù e tutti i miei fratelli paterni i miei nipoti, c’era Maria Maddalena, Lazzaro, Mario, Marian e Agleh, Nicodemo e Anurb e infine il mio amato Book.
Dio mio, che meraviglioso momento, li guardai uno per uno e infine mi rivolsi verso Gesù e Maria e dissi a loro: “Dovete farmi un favore e prima di venirne a conoscenza mi dovete dare il vostro consenso”
Mi guardarono preoccupati e vidi i loro occhi lucidi. Non avevo dubbi che entrambi avevano compreso che ero arrivato al termine della mia vita materiale.
 
 
                                                                 
                                                                                   "Veri volti di Maria Maddalena e Daniele..."
 
Maria mi guardò e con occhi lucidi mi disse: “Daniele, qualunque sia il favore, la nostra unificata risposta è si!”
Immediata è stata la mia risposta: “Bene! Che sia dato il via al vostro matrimonio e che io, ben cosciente che il mio destino sta per terminare, me ne possa andare dal Padre Nostro che è nei Cieli pieno di felicità, portando con me l’immagine di tutti voi che siete intorno a me, voi che mi avete amato sopra ogni cosa”
I loro occhi erano bagnati e sentii d’incanto il pianto di Book che terminò dopo che gli diedi il mio immortale amore attraverso la mia debole mano sinistra sul suo gigante capo. Dopo un attimo di silenzio assoluto, cercai con fatica di mettermi seduto sul letto, ma non ci riuscì e dopo aver rivolto il mio sguardo verso i miei fratelli, loro che se ne stavano abbracciati in un lato della stanza in assoluto silenzio, chiesi aiuto e tutti, dico tutti fecero un passo avanti correndo il rischio di travolgere il povero Book, pericolo che fu evitato dalla voce di Gesù e Maria:
 
“Fermi, lasciate che siamo noi a sistemare il nostro amato Daniele.”
 
Gesù, mi mise dolcemente seduto sul letto, Maria era vicino a me e mi disse: “Daniele, il mio posto è vicino a te e l’amore che provo per te e un “qualcosa” che va “oltre” ogni sentimento vivibile da un essere umano.” – La guardai e gli dissi: “Miriam, mia amata, corta che sia la mia vita  non la cambierei con un’altra di cento anni. Fate ciò che le profezie dicono e lasciatemi oltrepassare il regno del Padre felice”.
Gesù, era li accanto a noi e dopo avermi guardato attentamente come solo lui sapeva fare, mi disse a voce bassa:
 
                                                                            
 
“Daniele, il Padre che è nei Cieli ti ha concesso un desiderio, esprimilo e io ti garantisco che qualunque esso sia sarà esaudito”
 
Lo guardai attentamente e poi rivolsi il mio sguardo verso mia madre che era sempre in quel posto della camera che tanto amava stare con mio padre Giuseppe e vidi nei suoi occhi una lacrima per occhio scendere dolcemente e facendo a lei il verso di avvicinarsi, presi il mio fazzoletto e asciugai quelle due divine e materne lacrime e dopo averle baciate le appoggiai sul mio cuore e chiusi per un attimo i miei occhi per pensare al desiderio che dovevo esprimere.
 
Che cosa potevo desiderare oltre l’immenso amore donatomi da loro e da tutte le persone che ho avuto l’onore di conoscere?
Ma certo! Sapevo benissimo quale compito delicato aveva Gesù, lo avevo seguito in Egitto nella sua prova Cristica e sapevo che la sua divina missione non poteva partire se lui ufficialmente non si univa con Maria.
Ma sapevo anche che potevo chiedere la mia guarigione totale e vivere in piena salute per il resto della mia vita. Pensai tra me e me: Daniele caro, che dilemma avere solo un desiderio da esprimere. Vuoi la tua guarigione oppure che sia data inizio la missione del Cristo?
 
Una voce tentatrice mi tentava e mi diceva: “Chiedi la tua guarigione, ci sono tante ragazze da amare, forza il mondo ti aspetta!”
 
 
Aprì i miei occhi e con la sorpresa di tutti dissi: “Padre, il mondo che mi aspetta è il Regno dei Cieli, quel Regno di cui Gesù mi ha tanto parlato. Io desidero che mi venga concessa la possibilità di partecipare in salute all’unione tra Gesù e Maria al fine che lui, possa salvare la mia e l’anima di tutta l’umanità. Questo e solo questo è il mio unico desiderio che esprimo a te e tu Padre me lo devi concedere immediatamente!”
 
Guardai negli occhi mia madre, Gesù e i miei fratelli, Maria e il resto delle persone a me care e dal loro sguardo compresi l’accettazione e il rispetto per la mia ultima decisione da essere umano.
 
Un silenzio irreale era padrone del nostro tempo, un silenzio che fu spezzato dalla voce sicura e ferma di mia madre Maria: “Che sia questo l’inizio ufficiale del matrimonio, forza tutti al lavoro!”
 
Sentii in quel preciso momento una specie di corrente entrare nel mio povero e malandato corpo e a sorpresa di tutti mi alzai pieno di salute e vitalità, trovandomi in piedi, con il mio amato e felice Book che mi leccava il viso, per poi lasciare il posto all’abbraccio di tutte quelle persone a me care.
 
Il sacro matrimonio di Can
 
“Il verbo di Dio crebbe, trovò la sua parte mancante o femminile e si moltiplicò”
 
Il Vangelo di Matteo afferma che Gesù apparteneva alla casa di Davide. Era pertanto un discendente dei re Davide e Salomone, pertanto aveva il sacrosanto diritto di rivendicare il trono dei re di Giudea.
 
Sposandosi con Maria Maddalena, importante membro della dinastia della Casa di Beniamino, Gesù fondeva le due discendenze reali, creando la più potente unione politica con l’assoluto diritto di ricostruire una pura dinastia di re, come al tempo di Salomone.
 
Maria Maddalena sposò Gesù alle famose “Nozze di Can”, quando aveva l’età di 25 anni, mentre Gesù ne aveva 30.
 Una ulteriore conferma del matrimonio ci viene dai Vangeli nei quali Gesù viene sovente chiamato Rabbi*. E’ bene che veniate a conoscenza che nell’antica Palestina per avere diritto all’appellativo di Rabbi occorreva essere sposati ed avere dei figli**. I matrimoni venivano solitamente combinati dai padri ai quali avevano l’obbligo di cercare per i figli una moglie socialmente conveniente.
 
* In Ebreo significa Maestro.
E’ bene che veniate a conoscenza che la Legge Mishnaica degli Ebrei è chiara su questo punto: “Un uomo non sposato non può essere un Rabbi o Maestro Spirituale.”
** Non dimenticate Sarah, morta per mettere al mondo il figlio Josep o Bar-abba, concepito da una notte di amore puro con Gesù.
 
La certezza che le nozze di Can erano di Gesù
Subito dopo il miracolo del vino, il maestro di tavola chiamò lo sposo e gli dice: “Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un po’ brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono”.
Giovanni 2:9-10
 
Breve riflessione al matrimonio di Can
Mi sento bene, bene, bene nell’avervi fatto conoscere i miei antichi ricordi vissuti vicino a Maria e sicuramente la più profonda esperienza di Gesù nel passaggio tra le vesti di Maestro Spirituale a Cristico.
 
Se penso che a un certo punto della festa, quando finì l’essenza della felicità rappresentata dal vino, Gesù si ritrovò felicemente con mamma Maria, e proprio per suo personale e autoritario invito che Gesù compì il primo “segno* nelle vesti ufficiali di Cristo: la trasformazione piacevole di settecento litri d’acqua in un vino** veramente speciale che mi porta a dire:
 
Beato colui che era presente e ha potuto assaggiare il vino Cristo Gesù!.
 
 * Primo miracolo ufficiale di Cristo Gesù.
** E’ bene prendere coscienza che la trasformazione dell’acqua a il vino è stato il primo miracolo ufficiale di Gesù e cosa strana non e stato un processo spirituale ma bensì una “richiesta o imposizione materna” per soddisfare un piacere totalmente materiale, che è servito a dare a Gesù la consapevolezza che era iniziata la Sua Missione Cristica.

 

                 

Torna Indietro                       Indice