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Maria Maddalena e le sette luci della Menorah
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La Maddalena che lava con oli profumati i
piedi del Cristo si può dunque identificare con l’Emanazione
Netzach, la cui manifestazione è la dea Afrodite-Venere. Il culto di
Afrodite era qualcosa di molto sottile: nei templi dedicati alla Dea l’arte
dell’amore era coltivata
diligentemente e le sacerdotesse erano addestrate fin dall’infanzia
alle sue pratiche. Questa arte non era semplicemente quella di provocare
passione, ma di soddisfarla adeguatamente a tutti i livelli della
consapevolezza, non semplicemente mediante la gratificazione delle
sensazioni fisiche del corpo, ma mediante il sottile scambio eterico del
magnetismo e della polarizzazione intellettuale e spirituale. Questo elevò
il culto al di sopra della semplice sfera della sensualità e spiega perché
le sacerdotesse del culto ottenessero rispetto e non venissero considerate
delle volgari prostitute: anche se accoglievano chiunque, esse erano
impegnate nel provvedere ad alcuni dei bisogni più sottili dell’anima
umana mediante le loro arti sottili.


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